Auto elettriche

Auto elettriche, solo l’8% le sceglierebbe come prossima auto. Il sondaggio CLEPA


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48 minuti fa - In Italia il dato scende al 6%.

Un sondaggio YouGov per CLEPA rivela che solo l’8% degli europei, il 6% in Italia, vuole un’elettrica come prossima auto.
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Chi vuole un’auto elettrica? Un interrogativo che spesso ci si pone per testare il polso della transizione energetica. Solo l’8% degli intervistati dichiara di voler acquistare un’auto elettrica a batteria come prossima vettura. È il dato più indicativo, e per noi interessante, del sondaggio YouGov commissionato da CLEPA e condotto su 5.221 adulti in Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna. Ma non significa che il restante 92% sia contrario alle auto elettriche. La domanda misura, infatti, l’intenzione di acquisto per la prossima auto e fotografa un mercato nel quale gli automobilisti continuano a prendere in considerazione più tecnologie.

Cosa emerge dal sondaggio

Nella media dei cinque Paesi europei, le auto ibride (HEV) superano nettamente le elettriche pure in quasi tutti i mercati analizzati. L’unica eccezione è la Germania, dove l’intenzione d’acquisto per le BEV raggiunge il 14%, seguita a stretto giro dalle ibride al 13%. In Italia il quadro è invece molto più sbilanciato: solo il 6% degli intervistati sceglierebbe un’elettrica pura come prossima auto, contro il 23% orientato verso un’ibrida, il 12% verso una plug-in hybrid o una range extender, e ben il 26% che opterebbe ancora per la benzina.

Sul fronte delle politiche pubbliche, il sondaggio rivela anche una certa insofferenza verso obblighi normativi rigidi. Nella media europea il 47% dei cittadini preferirebbe incentivare le tecnologie a basse emissioni piuttosto che vietare quelle esistenti, mentre il 22% ritiene che l’Unione Europea non dovrebbe intervenire affatto sul mercato dei veicoli. Solo il 17% sosterrebbe invece un divieto netto di una specifica tecnologia. In Italia le proporzioni sono leggermente diverse: il 47% è comunque favorevole a una politica di incentivi senza divieti, ma la quota di chi sosterrebbe un bando completo sale al 22%, più alta della media europea.

Tra le cause della prudenza verso l’elettrico, gli intervistati indicano soprattutto la carenza di infrastrutture di ricarica, i costi di acquisto elevati e l’aumento dei costi energetici, con la possibilità di indicare più di una risposta. In Italia le priorità seguono un ordine leggermente diverso rispetto alla media UE: al primo posto il prezzo delle auto elettriche (47%), seguito dal costo dell’elettricità (42%) e dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica (40%). Preoccupano anche l’autonomia (32%) e i tempi di ricarica (25%), mentre le questioni legate alla produzione delle batterie pesano solo per il 10% degli intervistati.

Sul piano della percezione generale, il 75% degli europei ritiene il proprio Paese non ancora pronto per un’elettrificazione completa; in Italia la quota sale al 77%, contro appena il 17% che considera il Paese preparato. Anche guardando alla propria situazione personale, il 67% degli italiani intervistati non si sente pronto al passaggio, contro il 25% che si dichiara invece preparato.

Una serie di dati che riflettono un’incertezza reale che i prossimi mesi di negoziato sulla revisione degli standard CO2 dovranno necessariamente affrontare.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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