Mentre Mercedes-Benz afferma di non voler puntare sulle auto elettriche ad autonomia estesa (le EREV). Audi continua a studiare soluzioni innovative. È il caso degli ultimi due brevetti depositati da Audi che raccontano bene in che direzione sta ragionando la Casa dei quattro anelli. L’idea è prendere un’auto nata elettrica e aggiungerle un motore a benzina che ricarica la batteria, trasformandola in una EREV senza doverla riprogettare.
Un motore appeso alla barra duomi
Il primo brevetto descrive come installare il motore a benzina di un range extender in un’auto progettata per essere elettrica. Il problema è concreto. Il vano anteriore di un’elettrica non è pensato per ospitare un motore e non ha i supporti tradizionali. Audi propone una soluzione insolita. Invece di fissare il motore al telaietto e alle torrette delle sospensioni, lo appende alla barra duomi, la traversa che collega i due attacchi superiori degli ammortizzatori anteriori. Il motore verrebbe montato inclinato all’indietro. Così occupa meno spazio e abbassa il baricentro. Non sarebbe collegato a un cambio, ma a un motore elettrico che fa da generatore e ricarica la batteria.
Il range extender lavora solo quando serve
Il secondo brevetto è forse più interessante, perché riguarda la gestione. Audi parte da un’ammissione. Il motore termico di un range extender resta per natura poco efficiente, perché trasforma in energia utile solo tra il 25 e il 40% del carburante. Ha senso quindi accenderlo solo nelle situazioni in cui conviene davvero.
La prima riguarda il calore. Il motore a benzina può scaldare l’abitacolo o portare la batteria alla temperatura ideale in modo più efficace di una pompa di calore o di una resistenza elettrica. La funzione non avrebbe senso a batteria completamente carica, ma potrebbe essere usata nel resto dei casi. La seconda riguarda i viaggi lunghi. Se la destinazione impostata sul navigatore è oltre l’autonomia elettrica, il sistema confronta il costo della ricarica rapida con quello del carburante e privilegia la soluzione più economica. Nel calcolo entrerebbero anche il meteo, con il freddo che riduce l’autonomia, le pendenze del percorso, le velocità massime consentite e il traffico previsto. In base a tutto questo l’auto pianificherebbe soste di ricarica e uso del motore termico.
FONTE: CarBuzz
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




