Sicurezza

Aston Martin Valkyrie: richiamati 7 modelli per il rischio (raro) che i freni si incendino in pista


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1 ora fa - Un difetto emerso a fine 2022 sul quale si è intervenuti solo ora.

Una guarnizione del cilindro freni dell'Aston Martin Valkyrie può deformarsi in condizioni di guida estreme, con rischio di incendio.

Se qualcuno pensa che le campagne di richiamo riguardano solamente le utilitarie o le auto “normali” si deve ricredere. Aston Martin, infatti, ha annunciato un richiamo per sette esemplari della Valkyrie, l'hypercar ibrida sviluppata insieme a Red Bull Racing Advanced Technologies. Il problema individuato riguarda un difetto al sistema frenante che in condizioni di guida estreme può portare a un principio di incendio.

Il difetto all’impianto frenante

Il problema riguarda una guarnizione all'interno di uno dei cilindri maestri dei freni, che in determinate condizioni dinamiche può deformarsi. Se questo accade, quando il pedale viene rilasciato il liquido dei freni non torna correttamente al serbatoio, e la pressione nel circuito non si scarica del tutto. Con un accumulo sufficiente di liquido, le pinze possono continuare a esercitare un leggero contatto con il disco anche senza che il conducente prema il pedale, generando calore in eccesso. Se i dischi sono già caldi, la temperatura può salire abbastanza da incendiare la resina del condotto di raffreddamento dei freni posteriori in fibra di carbonio.

Aston Martin precisa che il difetto può manifestarsi solo in pista, e solo se si verificano contemporaneamente più condizioni. La vettura deve essere equipaggiata con il pacchetto sospensioni da pista (un optional), il controllo di stabilità deve essere impostato sulle modalità più permissive (ESP Sport o ESP Track) oppure disattivato del tutto, e il conducente deve mantenere l'auto in derapata sostenuta, con un'imbardata e un angolo di assetto che superino entrambi una soglia precisa. Una concomitanza di eventi rara che, oltretutto, non può presentarsi durante un utilizzo su strada pubblica.

Il difetto era stato individuato per la prima volta già quattro anni fa (novembre 2022) durante un test interno su un prototipo. Da allora Aston Martin ha lavorato con il fornitore Alcon per identificarne la causa esatta. La diagnosi definitiva è arrivata ben due anni dopo (febbraio 2025) quando è stato scoperto che il design originale del cilindro maestro non era compatibile con la gestione simultanea del liquido freni da parte del pedale e del sistema di controllo della trazione. C'è un altro elemento interessante: l'architettura originaria del sistema frenante non era stata pensata per gestire contemporaneamente il comando del pedale e l'intervento dell'ESP, entrambi di serie sulla vettura.

Le vetture interessate riceveranno la sostituzione gratuita del cilindro maestro dei freni con una versione rivista, compatibile con il sistema ESP. L'intervento, della durata stimata di circa cinque ore, sarà disponibile anche per chi volesse installare retroattivamente il pacchetto con le sospensioni da pista sulla propria Valkyrie. Va ricordato che la vettura, presentata con un motore V12 Cosworth da 6,5 litri aspirato capace di superare i 1.000 CV, accoppiato a un motore elettrico, è stata prodotta in appena 51 esemplari per il mercato statunitense, di cui solo una minima parte risulta equipaggiata con l'opzione sospensioni da pista coinvolta nel richiamo.

Al di là della curiosità sulla vicenda (di un problema che a quanto pare non si è mai verificato) c’è un elemento che merita attenzione. Ovvero l’interrogativo sul perché Aston Martin non abbia comunicato da subito ai proprietari della Valkyrie di evitare configurazioni di guida specifiche già dal 2022 o dal 2025, quando la causa era già nota, invece di attendere fino a fine maggio 2026 per il richiamo formale.

FONTE: Motor1

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 17/06/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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