Autore:
Andrea Cassano

PRIMA DI TUTTI Di solito queste cose si fanno dopo, alla fine del campionato, quando i giochi sono fatti e quello che è stato è stato. È quantomeno insolito, invece, che ad un giornalista si faccia provare una moto ancor prima che inizi il campionato, reduce fresca fresca (e bagnata, visto che pioveva) dai test invernali di Valencia. È evidente che nel campionato Superstock non ci sia poi molto da nascondere. Le moto sono quelle che sono, vicinissime a quelle che tutti possiamo provare da un concessionario ufficiale. E le regole ferree del campionato parlano molto chiaro.

MOTO DI SERIE

Massimo prezzo di listino ammesso 20.000 euro, così da evitare che in lizza entrino le costosissime special realizzate in esemplari unici o poco più, modifiche ridotte all'osso. Certo è che ai tecnici piace sempre tenersi qualcosa per sé, soprattutto se le moto devono ancora confrontarsi con le altre; e poi, se dietro c'è anche l'impegno ufficiale del costruttore (che di questa F4 cura il motore) beh, logico che ci possa essere anche un po' di pretattica. Invece in MV devono sentirsi molto sicuri del fatto loro.

37 STELLE

La F4 1000 che ci è stata affidata per questa prova molto speciale è proprio lei, quella del team Union Bike che con il talentuoso Vittorio Iannuzzo vorrà dire la sua nel combattutissimo campionato per le (vere) derivate di serie, che da quest'anno ha preso la prestigiosa denominazione di Coppa del Mondo. Non male eh? A parte che siamo i primi a provarla, a parte che quel nome sulla carenatura, quelle 37 stelle sul serbatoio ad evocare gli altrettanti mondiali vinti, incutono rispetto a chiunque, a parte che la moto è praticamente (per ora) un esemplare unico, a parte che si sono sprecate le raccomandazioni di non fare "pirlate". A parte questi piccoli particolari la prova si è svolta serenamente... Del resto, l'idea di poter poggiare le mie natiche su un mezzo del genere mi fa battere il cuore come un ragazzino alle prime esperienze amorose...mi sembra di vivere un sogno ma fortuna vuole è realtà.

GENNAIO BOLLENTE

Quasi irreale invece è il tempo, con un bellissimo sole che bacia e scalda l'asfalto e fa salire la lancetta di mercurio a quota 20°C. Il pensiero va al "povero" Cordara, che solo tre giorni fa era sceso qui per fare la stessa prova e aveva trovato 2 sottozero e la neve!! Per essere una giornata di fine gennaio posso solo dire di aver avuto una gran fortuna. Mentre il fotografo scatta per le foto statiche mi rimiro la moto. Avete presente una MV di serie? Ecco metteteci qualche adesivo degli sponsor e avrete questa versione Superstock, almeno in apparenza.

UGUALE UGUALE

La F4 1000S è ben fatta, costruita in maniera quasi maniacale e curata nei minimi particolari secondo l'idea del progettista Tamburini. A distanza di sette anni dal suo lancio la F4 sembra un gioiellino appena presentato al salone di Milano e non accusa affatto il peso degli anni! Bellissima come sempre nella sua livrea argento e gialla. Devi entrare proprio nei particolari per trovare delle differenze, come nelle pedane superregolabili, nella sella Tecnosel fatta "a misura" di Iannuzzo, nelle manopole ad alto grip. Tutto qui, perché il resto è identico a quella F4 che tutti possiamo comprare dal concessionario: ruote, dischi, pinze, pompe dei freni, tutto "normale". Il vezzo estetico non ha abbandonato nemmeno lo scarico che, pur racing, mantiene le quattro canne d'organo della moto originale.

CONCERTO PER QUATTRO

Dopo i vari preparativi e qualche foto alla protagonista si accendono i motori, e inizia la musica... dallo scarico in titanio aperto fuoriesce una sinfonia che delizia le mie orecchie.

RACING PURA

Salgo sulla belva, appoggio i piedi sulle pedane e sento un piccolo fastidio d'impostazione, perché sono altissime ed ho la sensazione di avere le ginocchia in gola. Ovviamente l'assetto in sella non bada troppo ai compromessi: pedane alte, busto in avanti con tanto peso a gravare sui semimanubri. In effetti la moto è impostata per Iannuzzo che è circa 20 cm più corto di me. Di certo, quindi, non potrò essere cosi a mio agio... comunque sia mi butto in pista felice come un bimbo che ha appena ricevuto il regalo di compleanno...

AL CONTRARIO

Un paio di giri per scaldare le Pirelli Supercorsa e poi via per tentare di assaggiare le potenzialità della F4. Tutto con la debita concentrazione, più che altro per gestire il cambio rovesciato. Quando hai gli automatismi sulle moto da strada, non viene così immediato sintonizzarsi sulla cambiata "al contrario" e, visto il valore della moto, meglio andarci con i piedi di piombo. Un paio di volte in staccata al posto di levare le marce mi ritrovo a fine rettilineo con due marce in più e finisco un po' lungo ma il ritmo è ancora blando e tutto resta sotto controllo. Ma dopo due, tre, quattro giri, tutto inizia a funzionare nel migliore dei modi: gomme ben calde e impianto frenante che inizia a lavorare nella maniera corretta, perché nelle moto racing non sono solo le gomme a doversi scaldare, ma anche le pastiglie dei freni.

TENTAZIONE IRRESISTIBILE

Inutile tentar di resistere, il rombo ti prende, ti entra dentro e in modo proporzionale scatta il prurito al polso destro e di conseguenza mi ritrovo ad aprire il gas quasi senza pensarci: all'istante sono catapultato in avanti con quei rettilinei che si fanno maledettamente troppo corti e le varianti che ti vengono addosso in un battibaleno. Sembra di essere alla guida di una bicilindrica da quanto è piena sotto: spinge forte fin dai bassi regimi senza mai avere incertezze per poi regalarti emozioni ancora più forti quando superi la soglia degli 8000 giri.

BASSI PIENI

Un motore così corposo da annichilire quello di serie che "sotto" già è pieno di suo, almeno rispetto ai quattro in linea giapponesi. Il suono sordo si tramuta in un urlo rabbioso in tutti i sensi, soprattutto aumentando la velocità. Insomma, questa MV ha un motore così completo che in un tracciato come questo potresti andare a spasso anche con una sola marcia inserita come se fosse, per assurdo, una monomarcia.

QUARTA AL MASSIMO

Purtroppo Varano le va anche stretto, tanto è vero che con il suo rettilineo di appena 440 metri e nonostante i rapporti accorciati, si riesce ad inserire appena la quarta marcia. Intanto, più passano i giri e più mi rendo conto che questa F4 è un'arma micidiale: impettita sulle sue sospensioni rigidissime, raggiunge la corda in maniera fulminea; affronta le "S" con una rapidità che spiazza, ben superiore a quella della MV di serie che ho provato a suo tempo.

LA RUOTA IN MANO

Non parliamo poi di quell'avantreno Marzocchi con steli da 50 mm: pare di avere in mano direttamente la ruota anteriore, questa fantastica caratteristica non è venuta meno anche a questa versione Stock che è in grado di trasmetterti una sicurezza impressionante; puoi permetterti di fargli di tutto e lei non fa una piega rimanendo sempre ben piantata sull'asfalto; percorre la parabolica come se fosse su un binario tanto è precisa. La frase "incollata a terra" pare coniata per lei, anche in accelerazione dove ci si trova a dar gas in sicurezza con una gran trazione e il posteriore che segue la traiettoria senza la minima sbavatura.

PESO FORMA?

Di contro la leggerezza non è al top (le Jap sono un bel po' più leggere), e la F4 richiede uno sforzo fisico deciso soprattutto alle braccia; in curva ti ritrovi a doverla buttare giù con una certa decisione. Tuttavia, pur essendo fisicamente impegnativa, salirci sopra è un po' come tornare nella casa di quando eravamo bambini: bastano due curve per prendere confidenza, tre per fidarti ciecamente di lei, pur tenendo presente che è una moto da corsa e non una moto da corsa qualsiasi ma una MV. Contate le stelle...

Troverete ulteriori impressioni di guida sulla MV F4 1000 S  su Moto Hi Power la nuova rivista in edicola il prossimo 15 febbraio che ringraziamo dell'ospitalità.


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