Autore:
Paolo Sardi

VIA DI MEZZO Un po' più Suv, un po' meno station wagon. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la filosofia che sta dietro il rinnovamento della Forester. Da sempre in bilico sulla linea di confine tra i due segmenti e vera pioniera delle crossover, questa Subaru, con terza generazione, sterza appena verso il mondo delle fuoristrada, seguendo più da vicino quella che è la moda del momento. Il tutto senza diventare comunque una fashion victim e mantenendo una precisa identità.

COCKTAIL Dal punto di vista estetico, la nuova Forester tira un po' le fila dello stile Subaru e condensa in sé una buona parte delle soluzioni di design apparse sugli ultimi modelli delle Pleiadi. Le luci di coda richiamano un po' quelle della Outback mentre i fari hanno un taglio simile a quello visto sull'ultima Impreza. Gli elementi più originali sono le pieguzze sopra i paffuti archi passaruota, che ricordano la pelle grinzosa di cani shar pei. Una certa parentela appare evidente anche con la più recente Tribeca, per la forma della mascherina, per l'andamento dei finestrini ma soprattutto per l'aspetto della plancia. Quest'ultima disegna una caratteristica doppia onda, che continua sui pannelli delle porte, e cura molto anche l'aspetto praticità con un vano profondo abbastanza da una cartella (o un PC portatile) formato A4.

UNA TAGLIA IN PIU' Quello che le foto non dicono è che rispetto al passato crescono un po' le dimensioni. L'altezza, in particolare, aumenta di 110 mm mentre larghezza (senza contare gli specchietti) e passo si stiracchiano di 45 e 90 mm. Per avere un'aria più importante, la Forester si mette anche in punta di piedi e porta la sua altezza minima da terra tra i 215 e i 225 mm a seconda delle versioni. Ciò, assieme ad angoli di attacco e di uscita più spinti, garantisce una maggior mobilità nel fuoristrada senza compromettere la tradizionale posizione rasoterra del baricentro delle Subaru. L'architettura d'altro canto resta quella di sempre, con i motori boxer e la trazione integrale permanente AWD con schema simmetrico. Il telaio è nuovo di zecca, più rigido e abbinato a un'inedita sospensione posteriore a triangoli sovrapposti.

QUESTIONE DI TESTA Tornando ai motori, sul mercato giapponese, dove debutta in questi giorni, la nuova Forester è proposta con un propulsore a benzina due litri declinato in versione aspirata e turbocompressa. In Europa il il turbo dovrebbe arrivare a braccetto con la variante 2.5, come già accade per la Impreza STi. La meccanica è sviluppata partendo da quella già a catalogo ma rivista e aggiornata in molte parte. Sul lato alimentazione spiccano nuovi condotti e nuove sono pure le teste, con camere di scoppio più compatte e una diversa fasatura delle valvole. Il tutto è pensato per avere più tiro ai bassi, un obiettivo cui collabora anche una diversa spaziatura delle marce del cambio manuale. In alternativa si può avere sempre l'automatico a quattro rapporti.

DA DEFINIRE Parlare di prezzi e di dotazioni per il mercato italiano è un po' prematuro. Tuttavia è certa la presenza nell'equipaggiamento standard del controllo elettronico della stabilità VDC e di un climatizzatore reso più efficiente e silenzioso. Nella lista degli accessori papabili e più qualificanti spiccano infine la chiave elettronica, il navigatore satellitare, i lavafari.


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