Test Drive

Honda CR-V 2.2 CTDi


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18 anni fa - Si guida e si usa come una familiarona

Il SUV reinventato e destrutturato completa il ritorno dal tuttoterreno all'automobile. L'ultima CR-V si guida e si usa come una familiarona, mentre le doti integrali aiutano solo quando serve. Presumibilmente quasi mai: sta così bene in città e in autostrada che sembra di sciuparla altrove. Cosa le manca? Un po' di cattiveria quando si ha fretta. E basta.

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"NON SI INVENTA NIENTE" Quante volte l'abbiamo sentito dire. Non è vero. Anche in un ambito strainflazionato come quello delle "tuttoterreno" alcune Case riescono a dare ancora un'interpretazione molto personale, completamente intonata al reale utilizzo del mezzo. La CR-V si è urbanizzata e raffinata molto più di quanto potrebbe far pensare la mancanza della ruota di scorta sul portellone, come faceva la mamma. Oggi ama l'asfalto e la vita comoda, ispirandosi allo stesso percorso fatto dalle motone da enduro, diventate pian piano Gran Turismo stradali. 

STRANA MA DI TENDENZA Lo stile poco rude delle lamiere e l'ambiente abitativo fatto con cura, con un ripieno di gadget tecnologici e la vetrata a mo' di tetto, definiscono un ambiente più da lobby lounge che da offroad. Niente abitudini spartane anzi, tante raffinatezze, come ad esempio la leva del freno a mano che si risolve brillantemente in una cloche di foggia aeronautica. Si impugna bene e fa scena. Oppure la praticità del cambio spostato in alto e del vuoto tra i due sedili sul pavimento. Si riscoprono spazi e movimenti vietati dalle auto moderne: se volete uscire dalla portiera del passeggero niente acrobazie.

APRITI SESAMO Familiarizzare con le dimensioni è un attimo, il volante a tre razze, ripieno di tastini per controllare hi-fi e diavolerie tecnologiche, richiede un minimo di apprendistato. Come il menu del navigatore touch screen, tanta scena va bene, ma non rappresenta lo stato dell'arte dell'usabilità. Abbiamo visto e provato di meglio, ad esempio sulla sorellina Civic, tra l'altro più anziana. Stranezze del mondo a motore. Fa comunque sorridere la cura giapponese nel prevenire le stupidità altrui: quando viene aperto (con apposito tastino) lo schermo che nasconde la bocca del lettore cd c'è un bell'adesivo che ricorda di non appoggiare bottiglie e beveroni sullo schermo ribaltato. Davvero qualcuno avrebbe pensato di farlo?

TICCHETTIO In movimento rimane sommesso il ticchettio del pluripremiato 2.2 diesel: si sente solo da fermo e accelerando nelle marce basse. Per il resto a tutte le velocità e in tutte le situazioni a bordo della CR-V si viaggia veloci e nel silenzio, anche su buche e asfalti rumorosi. Il volante quasi da sportiva regala confidenza e non impone ritardi tra intenzione e azione. Tra sedili in pelle, comfort complessivo, visibilità agevolata da una statura leggermente superiore alla media... delle auto normali, e approccio alle curve non penalizzato da scocche dondolanti non si rimpiangono in alcun modo le berline.

AFFANNO Nessun rimpianto e anche i lunghi trasferimenti autostradali o le sgroppate su strade e curvoni appenninici scorrono via in un amen. Almeno fino a quando si sceglie di passare dal turismo al prurito sportivo. A quel punto il motore, fluido e silenzioso quanto si vuole, entra in affanno. Ma non per carenze progettuali, semplicemente un altro esempio di come la massa complessiva appensatisca sullo scatto e nelle reazioni. A bordo del CR-V non potete pensare di essere su una Civic, specialmente se affrontate un sorpasso azzardato. Anche alla voce consumi, che gravitano tra i 12 e i 10 km/l e spesso meno se si schiaccia, ci si ricorda di aver guidato un Suv. Per il resto sarebbe facile dimenticarsene.

SI RIPRENDE Quel che manca in reattività al pedale il CR-V lo rende proprio nei lunghi trasferimenti. Dove il grado di sicurezza reale e percepita arriva al top di classe e per il guidatore ci sono solo rose. Il radar che aiuta il controllo di velocità a guadagnare intelligenza funziona davvero bene: vede gli ostacoli molto prima dei nostri occhi. Come per incanto abbiamo desiderato un salto nel futuro completo: quando finalmente i prodigi della meccatronica ci potranno far scegliere tra tenere le redini o affidarle, in certe condizioni, alle mani sicure e sapienti dei bit.

TRATTENUTA Stesso discorso se vi avvicinate troppo - magari per distrazione in tangenziale - a chi sta davanti: una bella strattonata della cintura vi sveglierà dal torpore, fino a frenare per voi se i vostri riflessi sono da lunedì mattina. Aiuti elettronici intelligenti chenon tolgono il gusto della guida, ma assomigliano ad un angelo custode. A noi sono piaciuti e quando siamo passati su altri Suv ne abbiamo sentito la mancanza.

SOFT SUVD'obbligo tenerla lucida, le donano i colori scuri e chi la guida deve padroneggiare la tecnologia per essere intonato. Ed evitare tenute da mandriano. Più che reinventato il SUV è stato destrutturato. Tanto che sembrerebbe perfetto, complice il romantico tetto in vetro, per guardare le stelle o... sognare una versione Type R.

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Engine of the year 2008: da 2.0 a 2.5 litri