Prova

Peugeot 407 2.2 HDi


Avatar Redazionale , il 13/06/06

15 anni fa - Quando le girano le turbine...

La Casa del Leone pesca dal cappello a cilindro un nuovo motore 2.2 biturbo a gasolio. Con 170 cv e un gran tiro ai regimi intermedi. Arriverà dopo l'estate, per diventare il nuovo best-seller della gamma 407. A pari allestimento, costerà 1.700 euro più del 2.0 HDi.

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AVANTI LE PROSSIME Con circa il 96% dei clienti della 407 berlina e SW decisi a mettere la firma sul contratto per acquistare un esemplare a gasolio, alla Peugeot hanno deciso di cavalcare l'onda e di ampliare l'offerta di versioni diesel. Subito dopo l'estate arriveranno così in listino due ulteriori motori. Uno è una vecchia conoscenza, ovvero il V6 2.7 già presente nella gamma della 607 e della 407 Coupé. L'altro è invece una novità assoluta, un quattro cilindri 2.2 HDi da 170 cv.

PRIMO TRA I QUATTRO Realizzato dalla Peugeot a quattro mani con il Gruppo Ford, questo motore è interessante sotto molti punti di vista. Alla voce "segni particolari" sulla sua carta d'identità si legge che è biturbo. Il primo quattro cilindri a gasolio ad adottare una simile soluzione, sussurrano orgogliosi quelli del Leone. La soluzione in effetti non è nuova in sé ma tutti i biturbo in circolazione hanno un frazionamento maggiore.

SI SVEGLIA PRESTO Gli elementi peculiari però non mancano. Le due turbine qui sono uguali come gocce d'acqua, di dimensioni molto ridotte e lavorano in modo sequenziale parallelo. In pratica, una inizia a lavorare alla minima pressione sull'acceleratore, appena il motore sale di giri. Ciò permette di disporre di un'erogazione pronta e vigorosa sin dai regimi più bassi, quando cioè la maggior parte dei diesel fatica a sgranchirsi le bielle e ad uscire da una fase di torpore.

ARRIVANO I NOSTRI I risultati si vedono al banco dinamometrico. Già a 1.000 giri la coppia ammonta a 200 Nm, che diventano 280 quando il contagiri segna quota 1.250. 250 giri più in alto la curva di coppia raggiunge il suo picco, pari a 370 Nm, per restare poi praticamente stabile, tanto che a 3.000 giri i Nm sono ancora 355. La seconda turbina inizia a dar man forte alla prima quando si cerca un maggiore spunto. In base allo stile di guida e delle condizioni atmosferiche, la centralina fa entrare in gioco la seconda girandola tra i 2.600 e i 3.200 giri e la mette alla frusta fino a circa i 4.800 giri d'intervento del limitatore. La potenza massima di 170 cv viene però raggiunta prima, a 4.000 giri tondi tondi.

LAVORO DI FINO Sono valori di tutto rispetto, che vengono raggiunti grazie al lavoro di fino degli ingegneri su tutta la meccanica. Il nuovo 2.2 HDi adotta inediti pistoni in alluminio, nel cui cielo è ricavata una camera di combustione di nuova forma, secondo una tecnologia chiamata ECCS (Extreme Conventional Combustione System). Il diametro della camera cresce del 25% rispetto al vecchio 2.2 HDi, mentre il rapporto di compressione scende da 18 a 16,6:1. Nel disegnare il tutto, i tecnici hanno ottimizzato anche lo swirl, ovvero il movimento a vortice fatto dalla miscela nella camera di combustione.

SOTTO PRESSIONE Ad alimentare il motore c'è un impianto common-rail di ultima generazione firmato dalla Bosch, capace di fare fino a sei iniezioni per ciclo con pressioni d'esercizio nell'ordine dei 1.800 bar. Gli iniettori sono di tipo piezoelettrico, con ugelli a sette fori del diametro di 135 micron capaci di nebulizzare al meglio il carburante per rendere la combustione più efficiente e abbattere le emissioni nocive. In tal senso gioca un ruolo determinante anche il FAP, di tipo ottagonale e addittivato, con manutenzione fissata dopo 180.000 km.

CARTA CANTA Abbinato a un cambio meccanico a sei marce, il 2.2 HDi regala alla 407 un temperamento molto brillante. Secondo quanto dichiarato dalla Peugeot, la berlina scatta da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi, che diventano 9 netti per la SW. Il maggior peso penalizza appena la familiare anche sul km da fermo (30,3 secondi contro 30 netti della tre volumi), nella velocità massima (221 km/h contro 225) e nei consumi (la percorrenza media è di 16,1 km/litro contro 16,4) ma in ogni caso i valori registrati sono di tutto rispetto.

LISCIO COME L'OLIO Una volta al volante, si scopre che il 2.2 HDi mantiene quel che promette. Silenzioso ed esente da vibrazioni, grazie al basamento a doppia parete e a due alberi controrotanti, questo turbodiesel guadagna giri con una facilità sorprendente. Le piccole dimensioni delle turbine permettono loro di rispondere senza ritardi e di entrare in funzione in punta di piedi, tanto da spiazzare un po' chi invece si aspetterebbe un'indole più sanguigna e ruspante.

A TUTTA FORZA L'erogazione è fluidissima, con un crescendo imperioso, che permette di tirare le marce ben oltre il regime di potenza massima senza che venga mai meno la spinta. Il vero pezzo forte di questo 2.2 HDi è però il tiro ai regimi intermedi. Snocciolando una marcia dopo l'altra si può tenere un passo spedito senza alcuno stress, tanto per il pilota quanto per la meccanica. L'elasticità è buona e, nonostante la sesta sia lunghetta, i 10,6 secondi dichiarati per il passaggio da 80 a 120 km/h con la berlina sembrano un dato credibilissimo.

MANO AL PORTAFOGLI Per la 2.2 HDi, che secondo la Peugeot diventerà la nuova best-seller della gamma 407 con circa un terzo degli ordini totali, è ancora presto per parlare di listini. Stando alle indiscrezioni dovrebbe comunque arrivare in Italia con un allestimento Sport Pack a circa 1.700 euro in più rispetto alla 2.0 HDi con pari equipaggiamento. Il divario di prezzo tra berlina e SW, entrambe caratterizzate da una mascherina a listelli cromati, sarà di circa 1.200 euro, mentre la 2.7 V6, cui si accennava all'inizio, costerà circa 3.300 euro più rispetto alla 2.2 HDi.


Pubblicato da Paolo Sardi, 13/06/2006
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