Prova

Peugeot 4007


Avatar Redazionale , il 17/07/07

14 anni fa - Terzogenita della strana coppia PSA-Mitsubishi

Dopo Outlander e C-Crosser, tocca alla 4007 debuttare in società, concedersi per un primo faccia a faccia. La terzogenita della strana coppia PSA-Mitsubishi arriva dopo le sorelle ma non sarà l'ultima ad apparire sul mercato. La Suv del Leone batterà al fotofinish quella del Double Chevron, calcando le strade a settembre piuttosto che a ottobre.

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HANNIBAL Di queste tre Suv si è già parlato in lungo e in largo. Per descrivere questa Peugeot, più che un tradizionale "com'è", che finirebbe con l'essere un sostanziale copia e incolla dalle altre prove, vale dunque la pena scrivere un "come non è", che illustri per differenze le peculiarità della 4007. La nota distintiva più evidente è rappresentata dal frontale. A dominare la scena è ancora una volta l'enorme bocca che si apre nel paraurti di tutte le Peugeot più recenti. Qui però l'apertura è schermata da una serie di listelli cromati a pettine, neanche fosse vorace e temibile come Hannibal Lecter.

OCCHI A MANDORLA Ai lati della presa d'aria si aprono due fossette, che ospitano i fendinebbia. Se questi ultimi sono tondi, i fari sono invece bislunghi: altro tratto distintivo Peugeot che fa sembrare la 4007 più giapponese della stessa Outlander. Il cofano è conformato di conseguenza e ha un motivo a V che parte dallo stemma. La fiancata scivola via senza annotazioni di rilievo, con i passaruota paffutissimi e il taglio geometrico dei finestrini identico a quello di Mitsubishi e Citroën. Altre particolarità si trovano invece in coda, dove spiccano le luci rosse come rubini divise da un listello alluminio. Nell'abitacolo si notano rivestimenti specifici anche per i pannelli portiera.

DUE CONTRO UNO Anche lontano dagli occhi la Peugeot ha qualcosa che la distingue, almeno dalla Mitsubishi, mentre 4007 e C-Crosser sono, dal punto di vista tecnico, due gocce d'acqua, con differenze solo a livello di pneumatici di primo equipaggiamento. Tra l'accoppiata PSA e la Outlander ci sono invece differenze a livello di ammortizzatori, di pinze freno (a doppio pistoncino per le francesi) e di regolazione della servoassistenza.

TRAPIANTO DI CUORE Il tutto senza contare il motore: a oggi la Mitsubishi monta un due litri TDI da 140 cv di origine Volkswagen mentre 4007 e C-Crosser hanno un 2.2 HDi da 156 cv con turbina a geometria variabile realizzato a quattro mani con il Gruppo Ford. Questa è però una differenza "passeggera": presto la Outlander si uniformerà adottando lo stesso motore delle sorellastre. Per il resto, ci sono solo elementi in comune, a partire dal sistema di trazione integrale inseribile. Lo schema dà al pilota la possibilità di scegliere tra trazione anteriore, trazione integrale permanente con ripartizione automatica della coppia e una ripartizione fissa della forza motrice tra le ruote davanti e dietro secondo il rapporto 50:50.

QUESTIONE DI GUSTI In attesa che il motore faccia davvero da denominatore comune tra tutti e tre i modelli, scegliere tra Citroën e Peugeot è soltanto una questione di gusti a livello estetico. Anche a prezzi le due francesi si equivalgono al centesimo. Le versioni base, Tecno per la 4007 e Crociera Gialla per la C-Crosser, costano entrambe 33.500 euro, con di serie tra le altre cose il controllo elettronico della stabilità, il cruise control, il climatizzatore, la panchetta estraibile nel piano del bagagliaio per portare a sette il numero dei posti e i fendinebbia. La 4007 Féline ha invece un prezzo di 37.100 euro, come la C-Crosser Crociera Nera, e ha standard anche i sedili riscaldabili e rivestiti in pelle, i cerchi da 18", i fari allo xeno e i sensori posteriori di parcheggio.

BRAVA, BIS Con le differenze che si limitano alla forma del frontale e a poco altro, è assolutamente scontato che la 4007 sia accogliente e si comporti proprio come la C-Crosser. Come la Citroën, la Peugeot veste bene più o meno tutti. Il posto di guida è leggermente rialzato e permette a quasi chiunque di ricreare la posizione preferita nonostante il volante si regoli soltanto in altezza e non in profondità. Anche i passeggeri hanno di che stare allegri, specie quelli della fila centrale. Per loro ci sono centimetri in abbondanza in ogni direzione. I due destinati al divanetto in terza fila devono invece fare un po' di contorsionismo per raggiungere i posti e poi rassegnarsi a una sistemazione un po' da fachiri, vuoi per lo spazio limitato, vuoi per l'imbottitura un po' scarsina del divanetto stesso.

COMODA, LA VITA Una volta in marcia, il maggior pregio della 4007 è il comfort, con una qualità della vita a bordo che ha poco da invidiare alle berline di rango. Le sospensioni, in particolare, hanno una taratura indovinata, che filtra bene le asperità del terreno senza per questo risultare troppo permissiva sul fronte del rollio. Solo imboccando a velocità da prova speciale gli sterrati più tormentati si possono mettere alle corde molle e ammortizzatori, che danno invece il meglio nei trasferimenti autostradali.

MR MUSCOLO Nei lunghi trasferimenti ad alta velocità si apprezzano anchel'ottimo isolamento assicurato dai vetri stratificati e la silenziosità del motore. Questo turbodiesel non è solo discreto ma anche energico, con un tiro robusto già ai regimi più bassi. Attorno ai 2.000 giri il suo passo si fa più allegro e fino ai 4.000 il crescendo è molto vivace. Non che da qui in poi la birra manchi: semplicemente la spinta si fa meno brillante e arrivare a quota 5.000 diventa un'operazione fattibile ma poco redditizia.

CON QUATTRO E' MEGLIO Meglio sfruttare la generosità della coppia, tanto esuberante da innescare anche qualche reazione allo sterzo nelle accelerate più decise a bassa velocità. Il volante non è esattamente chirurgico nell'impostare le traiettorie, tuttavia, la sincerità del telaio e dell'assetto consentono di viaggiare spediti e con il sorriso sulle labbra anche forzando il passo. Se si lasciano inserite le quattro ruote motrici la precisione di guida ne guadagna molto, soprattutto quando si affonda il pedale sul gas in uscita dalle curve.


Pubblicato da Paolo Sardi, 17/07/2007
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