PAGELLE THAILANDESI È ancora troppo, troppo presto, ma le premesse perché Marc Marquez possa sperimentare sulla sua pelle cos'ha fatto provare in passato Valentino Rossi quando lui è arrivato in MotoGP, ci sono tutte. Fabio Quartararo impegna fino a fondo quella che è ormai una leggenda vivente delle due ruote, e che sotto la bandiera a scacchi riceve in premio l'ottavo titolo della sua carriera, il sesto nella classe regina. Voti altissimi per loro ma promozione piena anche per Maverick Vinales, mentre stavolta non va bene per i colori italiani. Male Rossi e Petrucci, si mantengono a galla Dovizioso e Morbidelli. Il dettaglio nelle nostre consuete pagelle, stavolta incentrate ovviamente sul Gran Premio della Thailandia a Buriram.

MotoGP Thailandia 2019, Buriram: Fabio Quartararo (Yamaha) e Marc Marquez (Honda)

MARC MARQUEZ La perfezione. Si ritrova a dover combattere contro un probabile futuro campione come Fabio Quartararo, e nelle stesse identiche condizioni di Misano, ovvero con l'impossibilità di staccare il francese ma un vantaggio netto in rettilineo. L'ultimo settore però, parla a favore della Yamaha, perciò deve sfruttare le caratteristiche della sua Honda e lo fa a pieno, studiando per 24 giri il punto dove attaccare e piazzando la stoccata all'ultimo passaggio. Resta da difendersi, e un sette volte campione del mondo (ancora per pochi secondi) sa come fare, non fosse altro perché l'ha appreso da Dovizioso sulla sua pelle più e più volte. L'incrocio di linee è perfetto e gli vale l'ottavo titolo mondiale. VOTO 8... +2 = 10!

FABIO QUARTARARO Il futuro è tutto suo, ma ancora sorprende scriverlo e leggerlo, perché solo sei mesi fa il numero di persone che scommettevano su questo ragazzino transalpino dal tribolato trascorso nelle serie minori, si contava sulla punta di una mano. Eppure Fabio oggi è una realtà, e per la seconda volta in carriera (la prima a Misano) fa una gara tutta di testa e viene beffato nel finale. Stavolta è stato più bravo che in Italia, riuscendo a provare il contrattacco con Marquez e, anche se non è riuscito, sarà tutta esperienza da mettere da parte per il futuro. VOTO 9,5

MAVERICK VINALES Terzo podio nelle ultime quattro gare. Un premio alla costanza il voto finale di Maverick Vinales, ormai costantemente più veloce di un Valentino Rossi ancora alle prese con i cronici problemi della Yamaha. Lo spagnolo però destreggia al meglio la M1 e riesce a venire fuori come sempre nel finale, anche se anche stavolta - come a Misano - troppo tardi. Mav chiude a 1"3 dalla coppia di testa, con un paio di giri in più... ma le gare finiscono quando finiscono, e lui si deve accompagnare del terzo posto, che lo porta al quarto iridato e a sole 4 lunghezze da Alex Rins. VOTO 8

ANDREA DOVIZIOSO Di gran lunga il migliore della Ducati, riesce a tenere dietro gli agguerriti Rins e Morbidelli difendendosi con maestria nel finale, eppure la sua moto non è più quella di inizio stagione, né quella a tratti dominante della scorsa. Andrea lo sa ma intanto è di gran lunga il migliore dopo Marquez, avviandosi per il terzo anno di fila a conquistare l'amaro titolo di vice campione. A Buriram Dovi parte alla grandissima, balzando dalla settima alla quarta posizione nel corso del primo giro, poi però non riesce a tenere il passo dei tre davanti. La Honda ha chiuso il gap in rettilineo, la Yamaha va più forte in curva, serve una soluzione tecnica diversa, o il Dovi è condannato a soffrire ancora. VOTO 7

MotoGP Thailandia 2019, Buriram: Andrea Dovizioso (Ducati)

ALEX RINS Dopo una partenza difficile, Alex si rimette in sesto e supera Mir, Rossi e Morbidelli. Non riesce a fare lo stesso con Dovizioso ma grazie a queste manovre difende la terza piazza iridata. Da qui a fine anno dovrà guardarsi da Vinales, Petrucci, Rossi e Quartararo per salvare la sua posizione, ma dopo il ritiro di Misano e la difficile gioranta di Aragon, il talentuosissimo spagnolo sembra aver ritrovato la rotta. VOTO 7

FRANCO MORBIDELLI Non bisogna commettere l'errore di continuare a paragonare le sue prestazioni con quelle del fenomenale Quartararo. Un altro al suo posto si sarebbe demoralizzato, Fraco invece sta continuando a lavorare seriamente per chiudere il gap scavato dal compagno e risolvere i problemi alla posteriore, gli stessi che hanno afflitto Rossi. Il sesto posto è un ottimo risultato, ma sia lui che noi vorremmo di più. VOTO 7

JOAN MIR Lotta con Rossi e con il compagno Rins e riesce a portare a casa la settima piazza senza aiuti esterni, com'era avvenuto invece con il sesto posto di Barcellona (Erano caduti Rossi, Dovizioso e Vinales, stesi al primo giro da Lorenzo). In estrema sintesi la miglior gara della sua giovane carriera in MotoGP, bravo! VOTO 8

VALENTINO ROSSI Dopo qualche buona gara, Valentino è sprofondato nuovamente assieme ai cronici problemi della sua Yamaha, derivanti probabilmente da un concerto di fattori comprendenti stile di guida, stazza e setup. A Buriram la posteriore se la mangia in pochissimi giri, e può solo bivaccare in ottava piazza fino alla bandiera a scacchi. È il peggiore delle Yamaha, e questo non lo salva dall'insufficienza, si spera possa risolvere in fretta i suoi problemi per vederlo lottare dove gli compete. VOTO 5

DANILO PETRUCCI Scatta quinto e arriva nono, lontano 23" dalla vetta e 12" dal compagno di squadra. Ci eravamo illusi dopo le qualifiche che potesse condurre una gara da protagonista, o quantomeno sui livelli del Dovi, ma non ci siamo ancora. Danilo parla di un passo in avanti rispetto alle ultime uscite, forse c'è stato, ma di certo non abbastanza lungo. Nei primi giri non riesce a seguire i piloti che lo precedono, poi si stabilizza su un buon ritmo ma è troppo tardi, e il nono posto non soddisfa né lui, né noi. VOTO 5

JORGE LORENZO Se l'adattamento alla Ducati era stato lungo e laborioso, quello alla Honda non è ancora cominciato. Fa male vedere un fenomeno del suo livello lottare per le ultime posizioni. È vero che ha tutte le attenuanti del caso, dovute alle molteplici cadute e agli infortuni patiti, ma il tempo sta per scadere e giungere a 55" dal compagno, davanti ai soli Abraham e Syahrin non può essere considerata una prestazione attenuabile dai suoi problemi fisici. VOTO 4


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