PAGELLE MALESI Stavolta a Marc Marquez non riesce la replica di quanto andato in scena in Australia, e Maverick Vinales vince il Gran Premio della Malesia di Sepang fuggendo nei primi giri e mantenendo un ritmo insostenibile per chiunque, anche per l'8 volte campione del mondo del Motomondiale. Lo spagnolo in sella alla Yamaha è il protagonista del weekend, togliendo il palcoscenico in gara ai ragazzi del team Petronas, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, che avevano invece monopolizzato libere e qualifiche, ma che non hanno avuto la stessa fortuna in gara. Buona gara anche per gli italiani Andrea Dovizioso e Valentino Rossi, ennesimo weekend da dimenticare per Jorge Lorenzo

MAVERICK VINALES La gara perfetta! Lo spagnolo della Yamaha, dopo essere stato beffato in qualifica da Fabietto Quartararo, non si scompone e in gara prende subito dopo il via le redini della corsa, imponendo un ritmo che nessuno riesce a seguire. Replica in pratica la gara dell'Australia con una differenza, stavolta non si trascina dietro Marquez e nell'ultimo giro può persino tirare il fiato e vincere comodamente con 3" di distacco. Il terzo posto iridato ora è suo con 7 punti di margine su Rins, così come la certezza matematica di essere il miglior yamahista del 2019. VOTO 10

MARC MARQUEZ Chi di scie ferisce, di scie perisce. Non riesce a Marc di tirare a Vinales lo stesso scherzetto dell'Australia, e stavolta è lui a stendersi per seguire uno più veloce. Non avviene in gara, ma nelle qualifiche, quando per seguire impiccato il bolide Quartararo viene sbalzato dalla sua Honda in highside. Costretto a partire 11° si rende protagonista di un via eccellente e una volta presa la seconda posizione non la molla più, non riuscendo però a tenere il ritmo dell'indiavolato Vinales. Poco male, se consideriamo che il secondo posto quest'anno è il peggior risultato possibile quando arriva al traguardo: mostruoso! VOTO 9

ANDREA DOVIZIOSO Su una pista che sull'asciutto - a dispetto dei due lunghi rettilinei - non è per nulla favorevole alle caratteristiche della sua Ducati, Andrea riesce come al solito a essere perfetto, a fare una partenza strepitosa (dalla 10° posizione fino alla top tre nel primo giro) e a gestire senza patemi gli attacchi del generoso Rossi, sempre aggressivo nella zona mista, ma impotente in rettilineo contro il motore della Desmosedici GP19. Non riesce né può seguire Marquez e Vinales ma fa tutto quello che deve fare, senza il minimo errore, e blindando il secondo posto iridato per il terzo anno consecutivo. VOTO 8,5

VALENTINO ROSSI Finalmente una buona gara da parte di Valentino. A posto per tutto il weekend, non sfrutta la discreta posizione di partenza ed è l'unico neo della sua gara. Come dice lui, se fosse riuscito a seguire Marquez dall'inizio ne avrebbe potuto succhiare la scia e la generosa lotta con il Dovi sarebbe potuta essere diversa. Il podio manca ma si torna al quarto posto a soli 6" dal compagno vincitore e più a suo agio con la M1 2019. VOTO 7

ALEX RINS Torna a mettere il naso nell Top 5 il pilota spagnolo dal quale, dopo Silverstone, ci si attendeva però molto di più. Invece il successo britannico è coinciso con un calo delle prestazioni, sue e della Suzuki, e il quinto posto di Sepang non può essere visto come positivo, in quanto gli fa perdere la terza posizione iridata e 14 punti di colpo da Vinales, che passa da -7 a +7. Avrà modo di rifarsi a Valencia ma servirà qualcosa di importante. VOTO 6,5

FRANCO MORBIDELLI Un buon weekend per Franco Morbidelli, che non riesce a concretizzare l'ottimo passo visto nelle libere e la prima fila staccata in qualifica, e in gara paga - come il compagno - una moto che perde di grip e competitività rispetto alle due Yamaha ufficiali. Franco comunque cede solo nel finale e conquista un sesto posto uscendo vincitore dalla battaglia in pista con Quartararo, una bella soddisfazione visto quanto fatto dal francesino quest'anno. VOTO 7

FABIO QUARTARARO Ormai il talentino francese ci ha abituato a gare di ben altro livello, senza contare che scattava dalla pole e aveva mostrato un ottimo ritmo per tutte le prove libere. Invece nel primo giro la gomma proprio non funziona, perde un sacco di posizioni, e quando trova il feeling riesce al massimo a risalire fino alla soglia del sesto posto, battagliando con il suo compagno di team Morbidelli e avendo la peggio. Una gara da insufficienza, non grave, per Fabietto, che potrà riscattarsi sicuramente a Valencia. VOTO 5,5

JACK MILLER Un'altra gara arrembante per il pilota australiano, che però, esattamente come in Giappone, stavolta chiede troppo alle sue gomme, soprattutto nei primi giri, e viene risucchiato dagli altri fino ad assestarsi in settima posizione. Buona prestazione per lui che nel mondiale culla ancora le speranze di scalare una remota speranza di essere il miglior indipendente 2019. Per farlo dovrebbevincere a Valencia e sperare che Quartararo faccia al massimo 3 punti. Difficilissimo. Più semplice difendere l'ottavo posto iridato dagli attacchi di Cal Crutchlow (VOTO 5), caduto in Malesia e distante 16 punti in classifica. VOTO 6,5

DANILO PETRUCCI Ancora una gara incolore per il ternano, che dopo il rovinoso crash al primo giro del Gran Premio d'Australia non ha ancora recuperato in pieno fisicamente. Ciò non toglie però che il distacco con Dovizioso è stato ingente, e anche Jack Miller gli ha chiuso 2,5 secondi davanti. Il suo sedile in Ducati per il 2020 è sicuro, ma se vuole restare nel team ufficiale dovrà fare ben altro, magari a partire proprio da Valencia. VOTO 5,5

JOHANN ZARCO Solo uno sfortunato contatto con la Suzuki di Joan Mir ha impedito al ritrovato francese Zarco di chiudere nella top ten la sua seconda gara in sella alla Honda del team di Lucio Cecchinello. Il numero 5 transalpino, infatti, scattava nono e nella prima parte di gara è stato tra i protagonisti nel gruppone, salvo dover abbandonare la contesa a 4 giri dal termine quando era in piena lotta per chiudere la sua migliore gara dell'anno. Peccato, ma la sua ombra inizia a farsi minacciosa soprattutto per Jorge Lorenzo. VOTO 6,5

APRILIA Dopo i lampi australiani, torna il buio sulla casa italiana, che terminerà in sesta e ultima posizione la stagione 2019. Aleix Espargaro non riesce a fare meglio del 13° posto finale, battuto dalla KTM del fratello Policio Espargaro (VOTO 6,5) e dalla Ducati in versione 2018 di Pecco Bagnaia (VOTO 6). Andrea Iannone invece cade in un weekend che non l'aveva visto protagonista. C'è da lavorare per riportare già dal 2020 ai fasti che merita una delle case che ha scritto la storia del Motomondiale. VOTO 4

JORGE LORENZO Un piccolo sengnale di ripresa da parte di Jorge Lorenzo, che taglia il traguardo per 14° a Sepang mettendosi dietro tre piloti (Kallio, Syahrin e Abraham). L'insufficienza piena resta, è ovvio, anche a fronte del fatto che Johann Zarco, alla seconda gara in Honda, stava già facendo vedere cose mirabili stazionando nella top 10 per i primi giri. Resta una gara a Jorge per rialzare la testa, poi dovrà trovare il modo di risorgere durante l'inverno, o l'epopea di uno dei più forti piloti della storia della MotoGP potrebbe concludersi (ingloriosamente) qui. VOTO 3


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