RISCATTO IN MALESIA Neanche il tempo di godersi il 400° GP, che in realtà offriva poi poco da festeggiare a Valentino Rossi, che è già il momento di affrontare il numero 401, il Gran Premio della Malesia che si correrà nel weekend a Sepang. Lo scorso anno il numero 46 della Yamaha aveva fatto probabilmente la sua gara migliore dell'anno su questa pista, salvo poi stendersi nel finale sotto la pressione di Marc Marquez. Nel 2019 invece, a fronte di un paio di buone prestazioni, i risultati non sono arrivati, e il Dottore nel paddock della pista malese ha analizzato la situazione e non cerca scuse.

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ANNATA DA DIMENTICARE "Questo è stato il mio peggiore anno sulla Yamaha, come numero di punti, vittorie e posizione in classifica" - ha ammesso Valentino - "Rispetto a quando stavo in Ducati è però diverso. Lì avevo altri problemi, in questo momento soffro per la velocità in rettilineo e il consumo della gomma posteriore, però le sensazioni che mi dà la M1 non sono cattive, direi che va meglio rispetto agli anni in Ducati. Sicuramente mi diiverto di più e riesco a essere più veloce. Inoltre penso che in futuro avrò la possibilità di essere più competitivo."

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LORENZO COME ROSSI Il paragone quindi va fatto con quello che sta passando il suo vecchio compagno e rivale Jorge Lorenzo in Honda: "Per certi versi sì, lo capisco perché è una situazione simile a quella che vissi io. Dal primo test non avevo fiducia nell'anteriore e per me era difficile guidare perché la moto non si adattava al mio stile. Lavorai molto con Filippo Preziosi, cambiammo il telaio abbandonando la monoscossa, ne provammo davvero tante, però dovetti tornari in Yamaha per essere nuovamente competitivo."

Marc Marquez (Honda) e Valentino Rossi (Yamaha)

NUOVO CAPOTECNICO I problemi però per Rossi ci sono anche oggi, e l'ultima cosa che ha provato a fare in ordine di tempo per risolverli, è stato cambiare il capotecnico, dicendo addio a Silvano Galbusera e benvenuto a David Munoz: "Da tempo ho gli stessi problemi e non riesco a essre veloce, i risultati in psita sono la somma di pilota, moto e squadra, dovevo cambiae qualcosa. Non dico di essere emozionato, ma sono molto curioso di vedere come andrà con Munoz, sarà figo lavorare con un capotecnico della nuova generazione. Qualche anno fa dovetti prendere una decisione: potevo ritirarmi quando ero al top, oppure continuare fino alla fine, sapendo che avrei dovuto affrontare momenti difficili. Ma sono contento di aver continuato."


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