THE ONE Con la vittoria francese, Marc Marquez chiude primo al traguardo per la terza volta consecutiva e dopo Le Mans, per lui la classifica parla di novantacinque punti totali, trentasei in più sul secondo posto di Maverick Vinales e ben quarantanove sul diretto rivale Dovizioso. Guardando la gara ci sarebbe da fare “copia e incolla” sul giudizio dato a Jerez perché c’è poco da aggiungere: è il più forte di tutti in sella a una Honda che quest’anno gli permette di andare lontano. Per capire il concetto, basta guardare come ha passato Lorenzo: ingresso felino nello spazio di un nulla. Oppure come, in una gara in cui le cadute sono state ben sei, lo spagnolo sia l’unico a restare in sella quando il davanti lo molla, roba da far invidia al suo avatar nel videogioco della MotoGP! Che fenomeno, e pensare che se non avesse fatto casino in Argentina, il confronto con tutti gli altri sarebbe ancora più devastante! Come si dice? Per tutto il resto, pardon, per tutti gli altri ci sono le briciole! Riferimento assoluto, per lui voto 10

MOMENTO GIUSTO Danilo Petrucci, in sella alla terza Ducati GP18 gestita dal Team Pramac, Sabato passa dalla Q1 alla prima fila e domenica chiude secondo sotto la bandiera a scacchi. Insomma, da una parte il pilota italiano conferma anche in Francia di essersi meritato la terza moto ufficiale, dall’altra, nel caso (sempre più probabile) in cui Lorenzo lasciasse la Casa italiana, il numero nove fa un bel passo in avanti verso il Team ufficiale. In un momento in cui il mercato piloti ha bisogno di stimoli, Petrucci sale secondo gradino del podio dopo una gara in cui da tutto se stesso, per lui voto 9,5

UNICO Le Mans doveva essere il GP della Yamaha, ma così non è stato, perché l’unica M1 a salire sul podio è stata quella di Valentino Rossi, terzo sotto la bandiera a scacchi a poco più di cinque secondi dal binomio targato Marquez-Honda. Ok, con così tante cadute un aiuto a salire sul podio Rossi l’ha avuto, ma questo toglie poco a un risultato che parla di oltre diciotto secondi di vantaggio sul compagno di squadra Vinales. Come si dice? Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, ed in questo, da sempre, Rossi è un vero maestro. In sella alla Yamaha meno competitiva degli ultimi quindici anni, Rossi resta la solita macchina da podio! In attesa di una reazione importante anche da Iwata, per Rossi voto 8,5

GRAN GARA Per la seconda volta quest’anno Jack Miller si piazza ai piedi del podio in quarta posizione. L’australiano c’è, e la cosa è evidente e lo stesso vale per il livello di competitività della Ducati, che per Miller è quella del 2017. Per il discorso mercato piloti vedi alla voce Petrucci, per lui possiamo solo aggiungere: gran bella gara ed ottimo lavoro, voto 8,5

SIMILITUDINE Dani Pedrosa chiude quinto al traguardo dopo una gara in salita e a denti stretti. Ok, lo spagnolo paga ancora il prezzo del dolore al polso, ma vederlo così indietro in sella alla stessa moto di Marquez lascia perplessi. Magari il paragone è azzardato, ma sembra di vedere la stessa situazione che c’è in Superbike nel Team Kawasaki, con Rea che con la moto fa quello che vuole e Sykes che invece... Non sarà che condividere il box con il pilota più forte sia un handicap in più da dover superare? Ok, stiamo un po’ enfatizzando, ma l’impressione è che Dovizioso abbia fatto benissimo a restare in Ducati… Per Dani, al netto di tutto, a Le Mans voto 6,5

QUESTIONE EVIDENTE Jorge Lorenzo a Le Mans ha vinto cinque volte in carriera, ma in sella alla Rossa, anche se fa una grande partenza e chiude ben nove giri al comando, non riesce a fare meglio del sesto posto finale. I conti non tornano, perché un pilota così vincente su questo tracciato dovrebbe stare li davanti in bagarre per tutta la gara. Non riuscirci deve essere proprio avvilente, perché a Lorenzo il talento non manca (e nemmeno i Mondiali) e la questione ormai è evidente: la Ducati è una moto che devi avere nel sangue, o ce l’hai o non ce l’hai e a questo punto, è quasi impossibile sperare ancora che uno potrà cambiare per l’altra o viceversa. Insomma, il divorzio tra lo spagnolo e la Desmosedici sembra ormai vicino, anche se del 2018 siamo solo alla quinta gara dell’anno. Peccato perché da entrambe le parti lo sforzo per cercare di far bene è stato da lode. In attesa di capire che sorti prenderanno entrambe le parti, per Lorenzo a Le Mans il giudizio non è negativo: voto 7

L’ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA Anche per Maverick Vinales il GP francese doveva essere un punto forte, ma è stato l’opposto, con lo spagnolo settimo sotto al traguardo ad oltre diciotto secondi dal compagno di squadra. Un abisso, perché il confronto è davvero impietoso. Così non ci siamo, e non si può pensare che sia solo questione di scelte di gomme. Anche per lui vale il grido “Yamaha fai qualcosa!”, ma in generale qui in Francia voto 4,5

CURVA SEI Dopo due gare sul podio, Andrea Iannone chiude alla sesta curva il quinto GP di Stagione. Peccato, non ci voleva, almeno non adesso che l’italiano sta dimostrando di trovarsi bene sulla Suzuki. Il suo resta un errore che ci saremmo aspettati da piloti meno navigati di lui, ma in ottica generale lo zero pesa meno di altri caduti oggi a Le Mans. Voto 5

TOP TEN Gara di dimenticare anche per Alex Rins, che con la decima posizione finale raccoglie meno di quello che ci saremmo aspettati: 27 secondi da Marquez sono tanti, troppi e per lui, rispetto al compagno di squadra, tutto il fine settimana è stato un disastro. Voto 4

DURO COLPO Ci sarà anche l’aspetto positivo che questa Ducati va forte, ma lo zero di Andrea Doviziso a Le Mans pesa parecchio e adesso il forlivese è a quasi due GP tondi di ritardo dal leader in Campionato Marc Marquez. L’italiano parte molto bene, guida pulito e aggressivo, ma al quinto giro finisce per terra dopo il sorpasso su Jorge Lorenzo. Risultato: nona posizione in Classifica a pari punti con Cal Crtuchlow. Ok, siamo solo al quito GP dell’anno ed a Jerez lo zero è stato incolpevole, ma resta il fatto che per togliere il Titolo dalla mani si Marquez, serve ridurre gli sbagli a meno di zero. Per Dovizioso a Le Mans voto 4

IPSE DIXIT Sabato dopo una pole da dieci in pagella Johann Zarcò dichiara di sentire Marquez alla sua portata e di essere pronto a giocarsi il Mondiale. Domenica la storia, invece, parla di uno zero causa caduta e 37 punti dalla vetta della Classifica. Insomma, per il pilota francese il GP di casa ha un sapore un po’ amaro, con l’aggravante del solito sorpasso azzardato ad inizio gara che per poco non stente la Honda numero 93. Non sarà che nel dichiarare Marquez alla sua portata, in realtà il francese intendesse proprio fisicamente? Nel dubbio, per lo zero e la manovra ai limiti della correttezza, a Zarcò voto 4.5

TUTTI GLI ALTRI Cal Crutchlow, tra Venerdì e Sabato cade troppo e rischia anche di farsi male, la Domenica è in sella lo stesso e chiude ottavo la gara, che grinta voto 7,5; Hafizh Syahrin, vince il duello con Morbidelli e chiude dodicesimo sotto la bandiera a scacchi, mica roba da poco, per lui voto 7,5: Aleix Espargarò, nono posto che gratifica che gli ha rinnovato il contratto, ma da lui ci aspettavamo di più, voto 7; Franco Morbidelli tredicesimo in gara, delude un pochino, ma in generale voto 5.


TAGS: valentino rossi jorge lorenzo cal crutchlow danilo petrucci jack miller aleix espargaro marc marquez maverick vinales dani pedrosa alex rins motogp 2018 motogp le mans 2018 le mans 2018 motogp podio le mans 2018 analisi le mans motogp 2018 voti le mans motogp 2018