Te l'avevamo anticipata lo scorso maggio e adesso, finalmente, la Harley-Davidson Deadwood si mostra senza più segreti. A Milwaukee la definiscono come un omaggio essenziale, quasi ''spogliato'', alle cruiser del secondo dopoguerra, quelle che hanno fondato il mito del marchio. Eppure, a guardarla bene, questa moto lascia aperti parecchi interrogativi sulle sue reali intenzioni.
Com'è fatta: una Heritage Classic alleggerita
Sotto il vestito, la ricetta è nota. La Deadwood nasce infatti sulla base della Harley-Davidson Heritage Classic, con cui condivide il telaio, le sovrastrutture, il serbatoio da circa 19 litri (5 galloni) e il possente motore Milwaukee-Eight 117. Parliamo di un propulsore capace di erogare 98 CV e ben 163 Nm di coppia. Cosa cambia, allora? Per dare un aspetto più snello e filante, sono sparite tutte le cromature e, soprattutto, le borse laterali di serie.
In compenso, restano i cerchi a raggi tubeless presi direttamente dalla versione top di gamma della Heritage, il grande parabrezza da turismo e il classico triplo faro anteriore. Forse il concetto di ''essenziale'' per Harley si riflette più che altro sul listino americano (che parte da 17.999 dollari) e sul peso di circa 311 kg in ordine di marcia, entrambi inferiori rispetto al modello da cui deriva.
Una stradista... senza bagagli?
Ed è qui che la Deadwood diventa un oggetto misterioso e, a modo suo, affascinante. Da un lato hai una moto con un enorme parabrezza e un manubrio alto, perfetta per macinare chilometri in autostrada senza stancarsi. Dall'altro, però, ti accorgi che mancano sia la sella per il passeggero sia le borse. E non provare a cercarle nel catalogo degli accessori ufficiali, perché al momento non ci sono. Una scelta che probabilmente serve a non cannibalizzare le vendite della Heritage Classic, ma che lascia questa novità in una terra di mezzo.
Che tipo di moto hai davanti, quindi? Una passista per chi viaggia rigorosamente da solo e con lo zaino in spalla? O una cruiser da città per chi non sopporta l'aria nemmeno a cinquanta all'ora? Il dubbio resta, ed è un peccato perché la linea è decisamente indovinata. Ma forse il segreto è proprio questo: a Milwaukee hanno voluto creare una moto semplicemente più bella della Heritage, lasciando a te il compito di decidere come usarla.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.





