Autore:
Marco Rocca

REPETITA IUVANT Se è vero che il pneumatico è l’unico punto di contatto tra la nostra auto e la strada, è giusto che gli si dedichi sempre un po’ di attenzione. Lo abbiamo detto tante volte e non ci stancheremo mai di ripeterlo: prima di partire per un viaggio o comunque a scadenze regolari (una volta al mese per esempio è più che sufficiente) è bene dare uno sguardo alla pressione di gonfiaggio. Il controllo della pressione non è infatti legato solo a esigenze o fatti particolari (urti contro marciapiedi, sassi ecc.) ma deve essere effettuato con regolarità, sempre. Questo perché le gomme tendono a perdere pressione anche senza che si verifichino “traumi”. Addirittura lo stesso pneumatico lascia passare da solo un po’ d’aria (circa 0,69 bar al mese e ancora di più in estate quando fa caldo: dopotutto non è a tenuta stagna) oltre alle perdite, per così dire, congenite che possono esserci tra cerchio e pneumatico. Bisogna poi tenere sempre a mente che più carico portate in auto (bagagli o passeggeri che siano), più le gomme necessitano di pompatina aggiuntiva. Posto quindi che il pneumatico sia sempre in perfetto stato, mi riferisco all’usura del battistrada, che per legge non deve essere inferiore a 1,6 millimetri, bisogna stare attenti a mantenere la corretta pressione di gonfiaggio, ovvero quella accomandata dal costruttore.

OCCHIO ALLA STAZIONE Il metodo classico (a meno che non abbiate un compressore nel vostro garage) per farlo è quello di recarsi dal benzinaio più vicino ed effettuare la misurazione. Fin qui nulla di sbagliato, se non fosse che i manometri in uso gratuito del gestore della pompa di benzina il più delle volte (per essere preciso 9 su 10: vedi l'articolo nelle correlate) non funzionano nel modo corretto. Vuoi per le intemperie a cui sono soggetti, vuoi perché vengono letteralmente lanciati da una parte all’altra dopo la misurazione, perdono di precisione, arrivando a falsare la misurazione anche di un paio di bar. Come fare allora a sapere se le nostre gomme necessitano di aria fresca? Curiosando in rete, in breve tempo si riescono a reperire decine di manometri più o meno portatili con prezzi che partono da qualche Euro fino a diverse centinaia. Un modo questo decisamente più attendibile di conoscere la pressione. OK, ma quale manometro scegliere? Meglio analogico, digitale o meccanico? E con la scala di misurazione come la mettiamo? Meglio avere una scala più ampia, magari oltre i 12 bar, o che non vada oltre i 4-5 bar? Vediamo di fare chiarezza.

CON MENO DI 20 EURO Ne abbiamo selezionati quattro, tutti portatili e di ridottissime dimensioni, e li abbiamo messi a confronto di uno professionale per rilevarne le differenze. Nello specifico, uno meccanico da circa 5 Euro, il più piccolo del lotto, a forma di penna, uno analogico (il Bottari da 8,70 Euro) e due digitali, un Amazon Basic e un Accutire Pro, pagati rispettivamente 20,99 e 9 Euro. Questi ultimi, i digitali, di solito sono più precisi di quelli analogici, che dopo un po’ di tempo richiedono una ri-calibratura poiché tendono a perdere precisione soprattutto nella fase di sgonfiamento, quando cioè passa un forte deflusso d’aria. Si parla comunque di inezie. Un altro consiglio è quello di sceglierli con una scala non superiore a 4-5 bar. In primo luogo perché difficilmente supererete i 3 bar (anche in condizioni di pieno carico della vettura) e inoltre perché avrete una misurazione precisa, con un margine d’errore minimo. Nella scelta tenete anche presente che la testina è meglio che sia snodabile, così da rendere l’operazione semplice senza troppe contorsioni. L’Amazon si distingue anche per la possibilità di memorizzare la pressione corretta dell’auto e per la lucina a Led che permette si scovare la valvola anche al buio. Dal canto suo, però, il più utile ci è sembrato l’analogico Bottari, semplicemente perché dotato del tastino laterale che sgonfia il pneumatico, utilissimo per regolare la pressione qualora abbiate esagerato con il gonfiaggio. Gli altri invece non permettono di rilevare l’entità dello sgonfiamento in tempo reale. Quanto a quello meccanico, piccolo come una penna, ci è parso il meno preciso del lotto.

PROBLEMI DI ARIA? Posto quindi che il problema è il gonfiaggio, visto che i manometri delle stazioni di servizio al 90% risultano fuori uso o starati, come fare a gonfiare le gomme alla giusta pressione? Una soluzione può essere quella di fare un salto dal gommista di fiducia (che sicuramente avrà uno strumento preciso) o effettuare comunque l’operazione dal benzinaio sovragonfiando le gomme di qualche decimo di bar. Muniti del vostro manometro portatile potrete a questo punto sgonfiare leggermente il pneumatico fino a portarlo alla pressione indicata nel libretto di uso e manutenzione o nell’adesivo di solito posizionato sul montante centrale.

QUANDO CONTROLLARE? Una cosa importante da sapere, a questo punto, è che la misurazione della pressione non può avvenire a caldo, cioè dopo aver percorso svariati chilometri. Questo perché gli pneumatici, rotolando, si scaldano, e l'aria all'interno si espande alterando il valore della pressione rilevato. La misurazione va fatta solo quando gli pneumatici sono freddi, ad esempio di prima mattina oppure prima di intraprendere un viaggio.

TPMS OBBLIGATORIO A questo punto è bene ricordare anche che dal 1 novembre 2014 avremo un aiuto: il TPMS (acronimo di Tyre Pressure Monitoring System), il sistema che rileva lo sgonfiamento dei pneumatici, dovrà essere infatti presente su tutte le nuove vetture immatricolate. In ogni caso però, un po’ d’attenzione ai nostri pneumatici resta sempre la migliore prevenzione.


TAGS: gomme pneumatico bar pressione misurazione manometri sgonfiamento analogico guida pratica