Se conosci Red Bull, sai bene che gli showrun stravaganti sono all'ordine del giorno. Questa volta, però, il team di Milton Keynes si è spinto ben oltre la semplice esibizione su sterrato o tra le vie cittadine: ha deciso di far sfrecciare una monoposto di Formula 1 direttamente all'interno della rete sotterranea della metropolitana di Madrid.
Non si è trattato di una trovata di scena basata su trucchi visivi, ma di un vero e proprio progetto d'ingegneria che ha richiesto mesi di lavoro. Di seguito puoi guardare il video ufficiale dell'impresa prima di analizzare i dettagli tecnici di questa insolita conversione.

Un'idea folle, ma con metodo
Tutto è iniziato sei mesi fa nella capitale spagnola, quando Álvaro Rey, ingegnere e CEO della società Antonic, ha accettato la sfida in collaborazione con la struttura inglese. L'operazione presentava due vincoli stringenti: l'impossibilità di modificare la larghezza del binario della metro di Madrid e il divieto assoluto di alterare il telaio della RB8, la celebre monoposto con motore V8 portata al titolo da Sebastian Vettel nel Mondiale 2012.
La fortuna ha giocato un ruolo chiave: la carreggiata della RB8 coincideva quasi al millimetro con lo scartamento ferroviario della rete madrilena. Risolto il primo problema di compatibilità, la vera complicazione si è spostata sul disegno delle ruote.
La sfida dei pesi e delle sospensioni
Inizialmente l'idea dei tecnici era quella di applicare un cerchio in acciaio da treno attorno alle ruote originali in magnesio della Formula 1. Il primo prototipo, sviluppato in cinque mesi di lavoro, ha però rivelato un problema critico: ogni ruota pesava quasi 50 kg in più rispetto alla configurazione standard da corsa.
Sottoporre i braccetti delle sospensioni, i tiranti dello sterzo, il cambio e i semiassi a una simile massa non sospesa avrebbe significato danneggiare la meccanica della vettura. Il margine massimo tollerabile stabilito a Milton Keynes era di circa 30 kg a ruota.
I progettisti sono stati così costretti a ripartire da capo a due sole settimane dalla finestra di prova concessa da Metro de Madrid. La soluzione definitiva è arrivata riprogettando completamente il mozzo ricavato dal pieno: il peso finale della nuova ruota in alluminio si è fermato a 29 kg, rientrando nei limiti di sicurezza imposti per preservare la meccanica della monoposto.

Il test del kart e la corsa nel tunnel
Prima di calare una vettura dal valore inestimabile nelle viscere della città, il team ha condotto un test dinamico preliminare utilizzando un go-kart modificato, realizzato con lo stesso interasse e la stessa carreggiata della F1. Verificato che il passaggio sui raccordi e nelle curve strette dei binari avvenisse senza impuntamenti, è arrivato il momento della prova reale.
Di notte, a metropolitana chiusa, l'ex pilota di Formula 1 Patrick Friesacher si è calato nell'abitacolo della RB8. Con il motore V8 spinto a 18.000 giri al minuto per erogare circa 750 cavalli, la monoposto ha percorso 5 chilometri di galleria sotterranea guidando sui binari. Un esperimento singolare che dimostra come, con i giusti calcoli ingegneristici, anche una vettura da circuito possa trovare la sua strada dove di solito viaggiano solo i treni dei pendolari.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




