Genesis GV90: come un vaso antico ha ispirato il nuovo SUV di lusso
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Genesis GV90: come un vaso antico ha ispirato il nuovo SUV di lusso


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28 fa - Genesis GV90: come un vaso antico ha ispirato il nuovo SUV di lusso

Car design: il SUV di lusso Genesis GV90 si ispira a un vaso classico dell'arte coreana, tra minimalismo e aerodinamica invisibile
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Nel mondo del lusso automobilistico, la regola non scritta è quasi sempre stata una: aggiungere. Più dettagli, più carattere, più ostentazione.

Poi arriva Genesis e ribalta completamente la prospettiva con la nuova GV90. Il punto di partenza non è un foglio di carta bianco o un algoritmo di design parametrico, ma un oggetto d'arte tradizionale coreana vecchio di tre secoli: il Dal Hangari, ossia la Giara di Luna.

Non si tratta di un singolo manufatto, ma di una tipologia di grandi vasi in porcellana bianca, realizzati soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo durante la dinastia Joseon. La loro caratteristica è una forma quasi sferica, volutamente essenziale, con superfici morbide e piccole asimmetrie dovute alla lavorazione artigianale: due metà di ceramica modellate separatamente al tornio e poi unite.

Un'estetica che, nella cultura coreana, richiama valori come semplicità, equilibrio e sobrietà. Ed è proprio da questa ricerca della bellezza senza elementi superflui che Genesis ha tratto ispirazione per la GV90, lavorando sulle proporzioni della carrozzeria, sulle superfici arrotondate e sulla linea discendente della coda, che riprende idealmente il profilo del vaso. L'obiettivo non era riprodurne la forma, ma trasferirne il linguaggio visivo su un SUV di lusso contemporaneo.

La sottrazione come massima espressione del lusso

Quando i progettisti hanno iniziato a delineare le forme del nuovo SUV di punta, la sfida più complessa non è stata capire cosa aggiungere, ma cosa eliminare. Nel video ufficiale che spiega il percorso creativo, emerge chiaramente la filosofia del progetto: ripulire la carrozzeria da ogni linea aggressiva o decorazione fine a sé stessa per trovare una forma che non tema il passare del tempo.

Il legame con la storica ceramica coreana non è solo un esercizio di stile astratto, ma si traduce in scelte concrete. Pensa alla verniciatura: la tinta Radiant Pearl Beige è stata studiata appositamente per replicare la particolare rifrazione e la morbida lucentezza superficiale dello smalto del vaso antico.

Le superfici non sono fredde lastre dal ''sapore digitale'', ma volumi modellati con la sensibilità artigianale ereditata dai maestri della creta, capaci di trovare il perfetto equilibrio tra una muscolatura imponente e la massima pulizia formale.

Aerodinamica invisibile: quando lo spoiler sparisce

Eliminare i fronzoli su un SUV di grandi dimensioni porta però a un problema ingegneristico non da poco: come gestire i flussi d'aria e la resistenza aerodinamica senza ricorrere ai classici spoiler vistosi?

La risposta del team di sviluppo è tanto radicale quanto elegante. Invece di applicare un'appendice mobile o un profilo pronunciato sul portellone, gli ingegneri hanno lavorato millimetro dopo millimetro sulla curvatura naturale della carrozzeria posteriore. Il risultato è che lo spoiler svolge il suo compito fondamentale – ridurre portanza e resistenza – rimanendo di fatto invisibile alla vista, preservando la purezza scultorea del posteriore.

Fari Wing Face e tolleranze zero

Un altro capitolo chiave nella genesi della GV90 riguarda l'illuminazione e la ricerca maniacale dell'allineamento. Spesso, nei veicoli di serie, la sfida più grande per i reparti produttivi è azzerare i giochi tra parti assemblate indipendentemente.

Per i fari anteriori, battezzati Wing Face MLA, la soluzione tecnica è inconsueta. La lente è una sola: gigantesca e monolitica, attraversa il frontale da un lato all'altro. E non è tutta trasparente. Prima, infatti, viene interamente verniciata con il colore della carrozzeria e poi un fascio laser ad altissima precisione incide e scava millimetricamente la vernice per rivelare la luce sottostante.

Il tutto è finalizzato a eliminare, per quanto possibile, giunture visibili tra le varie parti della carrozzeria: meno componenti, di maggiori dimensioni, unite tra loro con tolleranze costruttive rigidissime, che hanno richiesto un salto di qualità epocale nei processi industriali.

La nascita a Ulsan: rigore e controllo totale

Trasferire un disegno così rigoroso dalla fase di studio alla catena di montaggio ha richiesto standard produttivi inediti. Per la GV90, il gruppo coreano ha sfruttato il nuovo stabilimento dedicato ai veicoli elettrici a Ulsan.

Prima ancora che un solo pannello venga verniciato o un bullone venga stretto, ogni singola scocca passa attraverso il vaglio implacabile del laboratorio CMM, dove macchine di misurazione tridimensionale verificano ogni superficie rispetto al progetto originale.

Nessun compromesso, nessun pezzo imperfetto lascia la sala collaudo finché i numeri non confermano che la visione iniziale è stata rispettata al millimetro. Con buona pace della caratteristica asimmetria dei vasi di luna.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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