Se pensi che per divertirsi tra i cordoli servano centinaia di cavalli, la storia che sto per raccontarti potrebbe farti riconsiderare qualche certezza. Immagina un pilota con un passato in Formula 1 e due vittorie alla 500 Miglia di Indianapolis come Takuma Sato, affiancato dal collega Koudai Tsukakoshi, impegnato a spingere al limite una piccola vettura gialla. Non si tratta di una sessione virtuale su Gran Turismo 7, ma di un test reale organizzato da Honda sul proprio canale ufficiale per festeggiare i 35 anni della Honda Beat.
Una kei car con l'impostazione da supercar
La Honda Beat non è una classica utilitaria da città: parliamo di una kei car spider lanciata all'inizio degli anni Novanta con una configurazione tecnica decisamente raffinata. Il motore a tre cilindri è posizionato centralmente, subito dietro la schiena del guidatore, ricalcando lo schema tipico delle sportive ad alte prestazioni come la Honda NSX.
Nel video girato in circuito, Sato e Tsukakoshi portano il modello tra le curve a capote abbassata, sfruttando un propulsore aspirato capace di arrampicarsi in scioltezza fino a 8.500 giri al minuto. La colonna sonora e la prontezza di risposta del tre cilindri creano una sensazione che i due piloti accostano senza esitazione a quella delle auto da corsa.
Il piacere di guida va oltre le prestazioni pure
Durante i giri in pista, Takuma Sato sottolinea quanto sia appagante gestire i trasferimenti di carico della vettura lavorando di fino con l'acceleratore. Grazie alla massa ridotta e alla distribuzione dei pesi bilanciata, la sospensione non richiede tarature rigide per offrire precisione e stabilità. La velocità pura passa in secondo piano: a emergere sono la posizione di guida perfettamente centrata, la trasparenza dei comandi e la quantità di informazioni che il telaio trasmette a chi siede al volante, rendendo ogni traiettoria un dialogo diretto tra uomo e macchina.
L'essenza dello spirito sportivo giapponese
Nel confronto a fine sessione, Sato evidenzia come una vettura progettata più di tre decenni fa riesca ancora a mostrare la sostanza della guida sportiva. La piccola Beat dimostra infatti che l'entusiasmo al volante nasce dall'equilibrio, dalla leggerezza e dal coinvolgimento sensoriale. Valori che, purtroppo, stanno sempre più scomparendo tra i modelli dei giorni nostri: soffocate da logiche che vogliono le auto sempre più elettrodomestici e sempre meno oggetti di passione.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




