Cadillac F1 Team mostra com'è fatto davvero un simulatore di F1
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Cadillac F1 Team mostra com'è fatto davvero un simulatore di F1


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6 ore fa - Cadillac F1: Terry Crews ci mostra come funziona un simulatore di Formula 1

Il Cadillac F1 Team apre le porte del centro tecnico di Charlotte. L'attore Terry Crews prova il simulatore ufficiale di F1
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Se segui il mondo delle competizioni, sai benissimo che per le squadre di Formula 1 il simulatore è diventato uno strumento fondamentale. Ma la segretezza che avvolge il mondo della massima formula fa sì che tutti sappiano che c'è, ma pochi sappiano com'è fatto davvero. Se te lo chiedessero, sapresti descriverlo nel dettaglio?

Il Cadillac F1 Team, quest'anno al debutto nella massima serie automobilistica, ha deciso di aprire le porte del suo Charlotte Technical Center in North Carolina per mostrarlo senza troppi filtri, usando un collaudatore decisamente fuori dagli schemi: l'attore ed ex giocatore di NFL Terry Crews.

Il centro di comando e la tecnologia Driver-in-the-Loop

La visita guidata parte dal centro di controllo insieme a Eric Warren, responsabile delle competizioni motorsport per General Motors. Qui gli ingegneri analizzano i flussi energetici e la resa dinamica della vettura in tempo reale, proprio come avverrebbe durante un weekend di gara.

Il cuore di questa struttura si basa sul concetto di Driver-in-the-Loop (DIL), un sistema in cui il pilota reale interagisce direttamente con i modelli matematici della monoposto. La precisione digitale è spinta all'estremo: i tracciati vengono mappati al laser includendo ogni minima crepa dell'asfalto, oltre a cordoli, muretti e tribune. Questo permette di restituire al volante e al telaio virtuale le esatte sollecitazioni fisiche che la macchina trasmette in pista, fornendo risposte fondamentali agli ingegneri.

Dalla palestra all'abitacolo: la prova di Terry Crews

A guidare il simulatore per la squadra c'è Pietro Fittipaldi, pilota di sviluppo del team, arrivato a stampare un tempo di riferimento di 1'25''6. Terry Crews, con la sua stazza fisica tutt'altro che minuta, prova a calarsi nello stesso identico abitacolo utilizzato dai piloti titolari, scoprendo al volo quanto sia ridotto lo spazio a bordo e quanti rischi di chinetosi (il classico mal d'auto) si corrano quando la mente percepisce movimenti che il corpo elabora in modo sfalsato.

L'equipaggiamento è del tutto reale, a partire dal volante multifunzione di Formula 1, identico in ogni manettino e pulsante a quello che si trova sulla monoposto vera.

Telemetria e schianto: la cruda realtà della F1 virtuale

Il riscontro con la pista virtuale fa capire al volo la differenza tra una guida amatoriale e il professionismo. Alle prime battute Crews guida in modo estremamente prudente, toccando a stento i 250 km/h e accumulando oltre un minuto e venti secondi di ritardo al giro. Invitato dai tecnici ad spingere di più sul pedale dell'acceleratore, l'esito finale è inevitabile: staccata ritardata in curva 1 e impatto violento contro le barriere.

Nel debriefing finale, il confronto con la telemetria di Pietro Fittipaldi evidenzia una differenza di oltre 100 km/h a centro curva. Ma l'aspetto più impressionante resta l'impatto visivo e psicologico: l'immedesimazione garantita dai simulatori di ultima generazione è talmente elevata da trarre in inganno il cervello, costringendo anche chi guida a contrarre i muscoli e ad abbozzare colpi di sterzo d'istinto per evitare un muro che, nella realtà, è solo una proiezione digitale.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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