Pubblicato il 06/04/20

TAGLI E CONGEDI Proseguono inevitabilmente le ripercussioni del blocco della stagione di F1 sulle scuderie. Dopo la McLaren, anche la Williams ha annunciato dei provvedimenti per fronteggiare le minori entrate economiche. I piloti George Russell e Nicholas Latifi perderanno il 20% dei loro stipendi iniziali, mentre una parte del personale è stata momentaneamente messa in congedo.

LE MISURE ADOTTATE Ad annunciarlo è stata la stessa scuderia di Grove attraverso un comunicato: ''A causa della situazione causata dal Covid-19, Rokit Williams Racing sta temporaneamente congedando un numero di dipendenti, come parte di una più ampia gamma di misure di riduzione dei costi. Il periodo di congedo durerà fino alla fine di maggio, mentre il senior management e i nostri piloti hanno avuto una riduzione del 20% degli stipendi a partire dal primo aprile''.

PROTEGGERE I POSTI DI LAVORO Si legge ancora nel comunicato della Williams: ''Queste decisioni non sono state prese alla leggera, tuttavia il nostro obiettivo è proteggere i posti di lavoro del nostro personale impiegato presso Grove e garantire che tutti possano tornare al lavoro a tempo pieno quando la situazione lo consentirà''. A seguito della decisione dei vertici della F1 di anticipare e allungare la consueta chiusura concordata delle fabbriche, solitamente prevista durante la sosta estiva, la Williams ha chiuso la sua lo scorso 25 marzo. Il CEO della McLaren, Zak Brown, ha recentemente invocato azioni importanti per evitare che diverse scuderie rischino il fallimento.

TAGLI ANCHE TRA I RACING POINT Manca l'ufficialità da parte del team, ma anche i piloti della Racing Point avrebbero deciso per una riduzione volontaria dei loro stipendi. Si potrà obiettare che Lance Stroll sia il figlio del padrone e miliardario Lawrence Stroll e che Sergio Perez goda da sempre dell'appoggio di munifici sponsor messicani, ma l'iniziativa rimane lodevole.

COME FUNZIONA IL CONGEDO La soluzione adottata finora da McLaren e Williams è prevista dal pacchetto di manovre annunciato dal governo britannico in risposta alla crisi economica provocata dalla diffusione del coronavirus. I datori di lavoro di aziende attualmente chiuse, possono chiedere allo Stato l'80% dei salari mensili dei loro dipendenti, con un tetto massimo di 2.500 sterline al mese per lavoratore.


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