Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 02/04/2020 ore 13:55

L’ALTRO IMPATTO DEL VIRUS Non serve certo una laurea in Economia per comprendere come la pandemia da coronavirus si appresti ad arrecare danni enormi ai bilanci di Stati e imprese. Una situazione che ovviamente non risparmia neppure le società sportive e il piccolo mondo dorato della Formula 1, che intanto si prepara all’impatto discutendo l’ingresso di un più restrittivo budget cap per il 2021 e di un ulteriore rinvio al 2023 del rivoluzionario regolamento tecnico che avrebbe dovuto vedere la luce nella prossima stagione. Un’ancora di salvezza per i piccoli team che proprio l’anno prossimo dovranno fare i conti con i minori introiti derivanti dal mondiale 2020, azzoppato da cancellazioni, rinvii e da un futuro decisamente ancora incerto.

F1: i team principal Chris Horner (Red Bull) e Mattia Binotto (Ferrari)

TAGLIO STIPENDI Un’altra ancora di salvezza è quella che gli Stati stanno offrendo alle aziende. In Italia, ad esempio, la soluzione tampone si chiama cassa integrazione mentre in altri Paesi come il Regno Unito – sede di ben 7 dei 10 team attualmente impegnati nella massima serie automobilistica – si dà la possibilità alle imprese di chiedere all’istituto previdenziale di coprire fino all’80% del salario di ogni dipendente, fino a un massimo di 2500 sterline al mese. La McLaren è stata il primo team a prevedere una riduzione degli stipendi dei dipendenti, specialmente di quelli che rimangono a casa per via del lockdown. In un comunicato ufficiale la Casa automobilistica guidata da Zak Brown spiega che questo piano è volto ad “assicurare a impiegati e operai di poter tornare a lavorare a tempo pieno quando l’economia si riprenderà” e che questi passaggi sono “parte di una più larga politica di taglio dei costi necessitata dall’impatto del CoViD-19 sul business dell’azienda”.

F1 Test Barcellona 2020: il logo McLaren sul musetto della MCL-35

E I PILOTI? Se da un lato non è stata comunicata l’entità del taglio, dall’altro anche i piloti, come riportato dal tabloid britannico Daily Mail, hanno accettato una riduzione volontaria degli ingaggi per rispetto degli operai coinvolti. Anche in questo caso non conosciamo la cifra finale, con Carlos Sainz e Lando Norris che partono da una base rispettivamente di 2 milioni e di 600.000 sterline all’anno. La McLaren è comunque la prima a battere una strada che probabilmente sarà seguita anche da altri team: i giornalisti inglesi riportano infatti, ma al momento si tratta solo di rumor, delle discussioni di Mercedes e Ferrari per la riduzione volontaria dello stipendio di Lewis Hamilton e della coppia composta da Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Una soluzione che potrebbe decisamente essere d’aiuto in un momento difficile come questo.


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