Autore:
Simone Valtieri

GOVERNO TECNICO Piero Ferrari, figlio del leggendario Enzo nonché secondo azionista della Scuderia fondata da papà nel 1947, ha spiegato in una lunga intervista sulle pagine de La Gazzetta dello Sport i motivi della clamorosa notizia di tre giorni fa, ovvero la decisione di privarsi a Maranello dei servizi di Maurizio Arrivabene, per promuovere a ruolo di team principal il direttore tecnico, Mattia Binotto. Alcuni hanno accolto con riserve tale scelta, come l'ex pilota del Cavallino Gerhard Berger, che suggerisce di affiancare Binotto con una figura più "politica" in grado di trattare con Federazione e team, ma sostanzialmente la decisione è piaciuta ai più.

PRIVILEGIARE LA CONTINUITÀ Molto cambierà dopo questa decisione in casa Ferrari, ma è curioso comprendere le - buone - ragioni che portano Piero Ferrari a definirla come una scelta di continuità. Il dirigente anziano, che ha avuto un ruolo importante dietro alle quinte dell'operazione, specifica che tale continuità era necessaria e importante soprattutto nell'ottica del progetto tecnico, che non poteva privarsi di una figura chiave come Binotto, già corteggiato da Mercedes e Renault, e soprattutto all'altezza di supportare la Ferrari al meglio anche nelle sfide tecnologiche del vicino futuro. "La decisione è avvenuta prima di Natale, ma per varie ragioni pensavamo di non renderla nota" - ha esordito Ferrari, specificando che l'accelerata nell'ufficializzazione è stata indotta dall'indiscrezione riportata sulla Rosea - "Ci premeva preservare la continuità tecnica, senza creare alcuna turbativa nella struttura della scuderia.

TECNICA E POLITICA Quando gli si fa notare che Binotto sarà il primo "tecnico" ad avere responsabilità totale sul team dai tempi di Forghieri, Piero Ferrari risponde: "Mah, parliamo di epoche diverse, non paragonabili. Quando lasciai la Gestione Sportiva eravamo in 220, oggi ci sono circa 1.000 persone in più. Per noi in questo momento è prioritario l'aspetto tecnico e su questo tema ovviamente possiamo dire che Mattia ha una vastissima competenza." Infine una parola sull'a.d. Louis Camilleri, dato anch'esso a rischio da più fonti, soprattutto visto il calo in borsa della Ferrari da quando è al timone: "Io dico che è necessario concedergli il tempo sufficiente per lavorare. Ha indubbiamente il suo stile, diverso da Marchionne, ma a sua volta unico e inimitabile."


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