Autore:
Simone Valtieri

PUNTO DI RIFERIMENTO La parte più interessante del breve comunicato con la quale la Ferrari comunica il congedo di Maurizio Arrivabene, è il finale: "Mattia Binotto prenderà il posto del Team Principal della Scuderia Ferrari. Tutte le aree tecniche continueranno a riferire direttamente a Mattia." Pieni poteri dunque, e doppio ruolo per l'uomo della gavetta, l'ingegnere che in 25 anni ha scalato le gerarchie della Ferrari diventando, nelle ultime tre stagioni, un riferimento tecnico imprescindibile per la Scuderia.

NESSUNO SCONVOLGIMENTO Ma quanto a lungo potrà durare questo doppio incarico? In realtà Binotto avrà bisogno di delegare alcune sue manzioni (Magari distribuendole tra il direttore sportivo Laurent Mekies, il capo aerodinamico Enrico Cardile, e il capo motorista Corrado Iotti) ma senza sconvolgimenti. D'altra parte l'addio di Arrivabene e la scelta di putare su Mattia sottintende proprio questo: il vertice del reparto tecnico non si tocca, è quello a cui vengono riconosciuti i meriti dei progressi Ferrari e dovrà essere controllato direttamente dal nuovo team principal, che è l'artefice del suo funzionamento.

VETTEL O LECLERC Sul lato sportivo invece la situazione è più delicata. Le doti di Mattia sono tutte da dimostrare, soprattutto nella gestione dei due piloti. A una prima analisi il nuovo ponte di comando potrebbe essere meno gradito da Sebastian Vettel, che con Arrivabene andava molto d'accordo e che lo scorso anno aveva anche addossato alcune responsabilità del calo post-estivo al reparto tecnico. Buone notizie invece per Charles Leclerc, che partirà alla pari con il tedesco e potrà giocarsi le sue chance. Questo almeno sulla carta, visto che le prestazioni in pista, come sempre, saranno d'aiuto a individuare la via maestra.

SEB IN BILICO Ma guardando la questione dalla prospettiva di Sebastian Vettel, la sua non è certo la situazione più serena. Dopo due stagioni in cui sembrava poter lottare per il titolo e - soprattutto nel 2018 - non è stato lucido nei momenti importanti, fallire nel 2019 potrebbe anche significare l'addio alla Ferrari. Il suo contratto è in scadenza nel 2019 e un Leclerc forte potrebbe portare a un cambio di pesi, e dunque di lineup, nel prossimo futuro.

FIDUCIA E AMAREZZA Nei prossimi giorni sono attese le "scosse d'assestamento" nell'organico dopo il terremoto di ieri, nel frattempo non resta che riscontrare la fiducia che gli uomini a Maranello ripongono nel nuovo team principal Mattia Binotto, affiancata dalla punta di amarezza per l'addio di Maurizio Arrivabene, che si era fatto benvolere da molti, manifestando sempre il suo attaccamento alla Ferrari e impegnandovi - come riconosciuto anche nel comunicato di ieri - tutto il suo "instancabile impegno" e la sua "dedizione."


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