Autore:
Simone Valtieri
Pubblicato il 27/12/2018 ore 13:00

DUE VITE IN ROSSO Kimi Raikkonen e la Ferrari, 8 stagioni e 151 gran premi insieme, un binomio tra i più longevi nella storia della Formula 1, secondo solamente all'accoppiata formata dalla rossa e da Michael Schumacher con 180 gare e 11 stagioni. Ma come ogni bella storia anche questa è finita, e per la seconda volta, visto che la prima parentesi - e che parentesi - di Kimi a Maranello fu tra il 2007 e il 2009, farcita da un bel titolo mondiale. La seconda è durata invece dal 2014 al 2018, ed è stata meno fortunata in termini di risultati ma comunque non priva di soddisfazioni.

NUOVA AVVENTURA  Il finlandese, alla veneranda età di 39 anni, è pronto per una nuova sfida in Sauber, il team dove tutto era iniziato nel lontano 2001, quando si fece conoscere con un sesto posto all'esordio in Australia e un 10° posto finale nel mondiale che gli valse il passaggio in McLaren, dove restò per ben cinque stagioni, prima di esordire con il titolo alla Ferrari nel 2007. Sembrano ere geologiche fa, eppure parliamo di un pilota ancora attivo in Formula 1 e desideroso di far bene in un team come quello svizzero che promette scintille, visti i rinforzi nell'organico (Sulla macchina 2019 sta lavorando Simone Resta, artefice dell'ottima Ferrari di questi anni) e la motorizzazione Ferrari.

SECONDO ADDIO Intervistato da Sky, il pilota finlandese - molto attivo su Instagram in questo periodo - si è concesso ai microfoni raccontando qualche retroscena dei suoi otto anni in rosso. "Ho già lasciato una volta la Ferrari, ma questa è diversa. È arrivato il momento di fare qualcosa di differente e non vedo l'ora di iniziare" - ha spiegato Raikkonen - "Fa parte della vita il dover affrontare nuove sfide, è così per tutti e vale sia per me che per la Ferrari. Mi restano bellissimi ricordi perché con loro ho vinto un mondiale, entrai in un gruppo di persone speciali e vincemmo anche due titoli costruttori. Ovviamente ci sono stati alti e bassi, ma fa parte del gioco."

TROPPA PASSIONECorrere per la Ferrari è diverso che farlo per qualsiasi altro team" - ha aggiunto il glaciale finlandese - "Qui c'è una grande passione ed è riconoscibile da tutti in giro per il mondo. C'è anche un modo più italiano di vedere le cose. Se ce n'è troppa? In realtà no, ma a volte andrebbe bene averne anche di meno, però in qualche modo, sono sempre riuscito a convinerci molto bene assieme."


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