Autore:
Simone Valtieri

IN FERRARI DA 25 ANNI Chi è Mattia Binotto, l'uomo che ha una sola missione: vincere il titolo con la Ferrari? Il nuovo team principal della Ferrari è uno che ce l'ha fatta, verrebbe da dire analizzando la sua carriera. Nato a Losanna, in Svizzera, il 3 novembre 1969, ha oggi nazionalità italiana. Binotto entra in Ferrari all'età di 24 anni, ed è dunque a Maranello da più di metà della sua vita. Laureato in ingegneria meccanica nel 1994 al Politecnico della sua città natale, ha conseguito un master in ingegneria dell'Autoveicolo presso il DIEF di Modena ed è entrato in Ferrari nel 1995, come ingegnere motorista nella squadra test, ruolo mantenuto fino al 2003.

NELLE GRAZIE DI MARCHIONNE Nel 2004 Binotto viene traserito nel reparto motori, in cui rimane fino al 2007, quando diventa capo Ingegnere corse e montaggio, e responsabile delle operazioni di motore e kers nel 2009. Nell'ottobre 2013 diventa vice-direttore motore ed elettronica e nel 2014 è Sergio Marchionne in persona a chiamarlo a capo della direzione motori della GES, scegliendolo come suo dirigente di riferimento. Vista l'esperienza e l'ottimo lavoro svolto (tre vittorie nel 2015 a fronte della pessima annata precedente, nel 2016 sempre Marchionne decide di affidare a lui il ruolo di Chief Technical Officier, in pratica di direttore tecnico, vacante dopo l'addio di James Allison.

PARTITO DAL BASSO Non si può certo dire che Binotto non meriti la sua chance da team principal, vista la tantissima gavetta svolta. Mattia è stato in grado di scalare ogni gradino gerarchico della Ferrari, vivendo tutte le ultime ere di Maranello: dai trionfi di Michael Schumacher al titolo di Kimi Raikkonen, fino alle grossissime delusioni degli allori sfuggiti sul filo di lana con Felipe Massa e Fernando Alonso.

VETTEL A RISCHIO? L'era Vettel è storia recente, e la scelta di Binotto potrebbe in prospettiva mettere in crisi il futuro del tedesco a Maranello, che vantava invece un ottimo rapporto con Maurizio Arrivabene. Mattia viene descritto come un ingegnere intransigente, scrupoloso e molto esigente, e con una mentalità così è facile immaginare come non vi saranno sconti per i due piloti, soprattutto per il tedesco, autore di troppi errori nel corso della passata stagione. Leclerc avrà così la possibilità di partire alla pari con il compagno, mentre l'ex team principal prevedeva per lui una stagione di "apprendistato" a imparare da Seb.

COSA CAMBIA Con la promozione di Mattia Binotto a numero uno della squadra, è praticamente scontata una rivoluzione anche negli altri ruoli chiave del team. Per prendere il ruolo lasciato vacante da Binotto i favoriti sembrano essere Enrico Cardile e Corrado Iotti, il primo responsabile del settore aerodinamico, il secondo di quello motoristico. Ma a rischiare è soprattutto Louis Camilleri, ammiinstratore delegato della scuderia. Al suo posto potrebbe tornare Amedeo Felisa, ex a.d. fino al 2016, visto in questi giorni a Maranello aggirarsi nei reparti tecnici, come riporta La Gazzetta dello Sport.


TAGS: ferrari formula 1 maurizio arrivabene mattia binotto binotto f1 2019