La guerra in Medio Oriente ha già avuto un impatto diretto sul motorsport mondiale, costringendo Formula 1 e MotoGP a rivedere i rispettivi calendari 2026. La differenza sta nell’approccio (dettato dal fitto calendario): la F1 ha deciso che i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita “non si svolgeranno ad aprile”, mentre la MotoGP ha scelto di posticipare il GP del Qatar all’8 novembre. Due risposte diverse alla stessa emergenza, entrambe motivate dalla priorità assoluta data alla sicurezza di squadre, piloti, addetti ai lavori e pubblico che non potrebbe essere grarantita in quello che è oggi uno scenario bellico.
The Bahrain and Saudi Arabian Grands Prix will not take place in April
— Formula 1 (@F1) March 14, 2026
Due to the ongoing situation in the Middle East the Grands Prix, alongside F2, F3, and F1 Academy rounds, will not take place as scheduled
While alternatives were considered, no substitutions will be made in… pic.twitter.com/wsgXUR2FKn
La Formula 1 taglia due gare, difficile il recupero
Per la Formula 1, il taglio è stato per forza di cose più netto. La FIA ha confermato che, dopo varie valutazioni, i round di Sakhir e Gedda non si terranno nelle date previste e che non verranno inseriti sostituti nel mese di aprile. Il risultato è un calendario che, almeno per ora, scende da 24 a 22 gare, con un vuoto significativo tra il GP del Giappone del 29 marzo e quello di Miami del 3 maggio. Stefano Domenicali ha definito la scelta “difficile”, ma anche “quella giusta”, mentre la FIA ha ribadito che la tutela della comunità del paddock resta il primo criterio nelle decisioni di questo tipo. Il problema è che non c'è ampio margine per recuperare le due corse medio-orientali, visto che per motivi climatici (non si possono recuperare in estate, troppo caldo) e di calendario (troppe gare ravvicinate nella seconda parte di stagione), il margine è minimo, forse inesistente.
BREAKING: #QatarGP 🇶🇦 postponed to 8 November due to the ongoing geopolitical situation in the Middle East.
— MotoGP™🏁 (@MotoGP) March 15, 2026
As a result, the #PortugueseGP and the #ValenciaGP will respectively take place on 22 and 29 November #MotoGPpic.twitter.com/a3NRfEEwVH
La MotoGP rinvia il Qatar e sposta il finale di stagione
La MotoGP ha invece potuto seguire una strada meno traumatica per il calendario, ma comunque pesante sul piano organizzativo. Il GP del Qatar, previsto in aprile, è stato rinviato all’8 novembre, con un effetto domino sulle ultime due gare del campionato: Portimão si correrà il 22 novembre e il finale di stagione di Valencia slitta al 29 novembre. Carmelo Ezpeleta ha spiegato che la scelta è maturata insieme a FIM, promotore e autorità qatariote, per garantire condizioni adeguate e al tempo stesso offrire chiarezza ai tifosi il prima possibile. In sostanza, la MotoGP ha preferito comprimere il finale di stagione pur di salvare l’evento di Lusail. Il tutto, ovviamente, ammesso che la situazione infuocata in Medio Oriente si normalizzi nei prossimi mesi.



