Autore:
Simone Valtieri

CONFERENZA SUL FUTURO Due su tutti i protagonisti della conferenza stampa del Gran Premio di Singapore 2018: Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton, racchiusi tra Kevin Magnussen - che di notevole ha detto solamente che si terrà lontano da Alonso dopo quanto accaduto a Monza - e Brendon Hartley - che non ha sciolto le riserve sul suo futuro, ricordando però di avere un contratto con la Toro Rosso. I protagonisti sono stati i due campioni di Mercedes e Ferrari, soprattutto Raikkonen, che ha spiegato i motivi dell'addio alla Ferrari e parlato del suo futuro.

DA ROSSO A BIANCOROSSO "Penso che sappiate già cosa è successo, che altro volete sapere?" - ha esordito Kimi Raikkonen nella conferenza, pungolato sul passaggio dal rosso Ferrari a quello della Alfa Romeo-Sauber, abbinato col bianco - "È già stato detto tutto, non è stata una mia decisione, tutto il resto non è dipeso da me, l'esito è stato quello che avete visto. Quantomeno c'è stato un esito... Perché tornare alla Sauber? Perché no" - la sintetica risposta di Kimi, che non è preccupato dalla differenza di prestazioni tra Sauber e Ferrari: "Si ci sono grandi differenze tra tutte le auto, non ci sono molte auto sullo stesso livello, è sempre stato così, vedremo cosa accadrà."

KIMI E I GIORNALISTI Continuamente interrogato sul tema, Raikkonen ha anche scherzato con i giornalisti. "Se ho ancora passione? No, no, non ne ho più, è semplicemente un giochino mentale, lo faccio solo per farmi fare queste domande, faccio altri due anni in Formula 1 solo per farmi fare queste domande da voi." Poi, più serio, ha aggiunto: "Non ho bisogno di sentire cosa pensano gli altri, le mie motivazioni sono sufficienti. Ovviamente non posso ipotizzare quale sarà la velocità della Sauber (Che comunque il prossimo anno sarà progettata da Simone Resta, tra i progettisti dell'attuale Ferrari), bisognerà tarare le aspettative sulla sua competitività. Se finirò la carriera in Sauber? Beh, diciamo che la possibilità è molto alta. Cosa mi stimola a continuare? Parlare con voi ovviamente" - scherza di nuovo. Infine, più serio - "So che è una parte del lavoro, semplicemente preferisco gareggiare, non si possono scegliere solo le cose migliori del pacchetto, vanno prese tutte."

AIUTARE VETTEL...  Infine Kimi ha toccato due temi scottanti, dalle tempistiche dell'accordo alle prossime gare in rosso Ferrari. "Ho saputo a Monza che non avrei più guidato per la Ferrari, poi conosco alcune persone che lavorano in Sauber visto i miei trascorsi e abbiamo iniziato a parlare in quel momento. Non era programmato, è andata così perché si è presentata l'occasione. Se aiuterà Vettel? Beh, io posso guidare una sola macchina" - ha aggiunto Raikkonen, facendo ridere Hamilton - "Si parla sempre tanto di queste cose, se posso aiutare o meno, però è sempre facile parlare da fuori e dire ciò che dite, ma in pratica è molto più complicato fare le cose giuste, vedremo cosa accadrà in gara, se staremo vicini o via dicendo, ovviamente conosciamo le nostre regole interne, vedremo."

HAMILTON TRANQUILLO Con un Kimi in versione mattatore, le parole di Hamilton sono apparse persino meno interessanti, con tutto che il britannico ha detto una serie di cose degne di nota: "Non arrivo qui con delle aspettative precise, cercheremo di fare bene e meglio rispetto alle ultime gare, che come lavoro del team sono state straordinarie" - ha ammesso Lewis - "Non guardo al vantaggio in classifica, ci aspettiamo comunque di avere gare difficili davanti, la Ferrari è stata più veloce ultimamente, dobbiamo tenere il loro passo e magari superarle. Le Red Bull? Non sono certo di quanto saranno competitive, hanno da tempo bloccato lo sviluppo, a quanto mi risulta, per concentrarsi sul 2019, però su questo weekend c'è bisogno di alto carico aerodinamico e loro sono sempre fortissimi nella gestione del posteriore in queste condizione, potrebbe essere weekend positivo per loro, come fu lo scorso anno."


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