Autore:
Lorenzo Centenari

ASSENTE (IN)GIUSTIFICATO Una disciplina, di questi ultimi tempi, sempre più appassiona i marchi auto di ogni ceto sociale. Si chiama "salto del Salone", vince chi scavalca il maggior numero possibile di eventi di settore. Testa di serie del concorso è anche il Gruppo FCA, solo l'ultimo in ordine cronologico ad aver rinunciato a partecipare al Mondial de l'Automobile 2018, Salone di Parigi nel lessico comune. Alla biennale francese, nessuno stand Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Abarth e Jeep. E se in anni di magra il "bidone" rispondeva a logiche di spending review, oggi la crisi non c'entra. Il salto del Salone è una strategia come un'altra.

ESPOSITORI FANTASMA La defezione di FCA Group lascia vuote ampie porzioni di superficie espositiva, ma dopotutto non stupisce. Fiat Chrysler ignorò anche Francoforte 2017, salvo allestire uno stand, lo scorso marzo, all'irrinunciabile Salone di Ginevra, l'unico considerato ancora sacro. Non sorprende anche anche perché FCA è in buona compagnia: progressivamente, a dare forfait si sono susseguite Volkswagen, Opel, Ford, Volvo, Nissan, Mazda, Mitsubishi e Subaru. A oggi, i brand che non rispondono all'appello ammontano a 14. Si accettano scommesse su quale costruttore si aggiungerà all'elenco.

TEDESCHE DURE A SCAPPARE Sotto i padiglioni di Paris Expo Port de Versailles, confermata sarebbe invece la presenza di Ferrari e Maserati (proprio come all'IAA), brand ambassador che ai Saloni riscuotono sempre un grande successo di immagine. Anche i marchi premium di lingua tedesca attraverseranno il confine e pianteranno le tende a Parigi: Audi, Porsche, BMW e Mercedes saranno della partita. Così come non mancheranno di fare gli onori di casa Gruppo Renault-Dacia e Gruppo PSA. Sta di fatto che la concorrenza di kermesse extrasettore è sempre più concreta. E la reazione dei buon vecchi motor show si fa desiderare.


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