Autore:
Lorenzo Centenari

YES WE CAN? Auto elettrica sì, no, forse un giorno. La rassegna stampa di settore è quotidianamente invasa da notizie di modelli zero emission dall'autonomia sempre maggiore, dai tempi di ricarica sempre più rapidi, infine dal design sempre più familiare e la tecnologia di bordo sempre più evoluta. Poi butti un occhio ai dati di mercato, con l'elettrico che non si schioda dallo "zero virgola" di share (0,3% nel 2018). Tra gli investimenti dell'industria e i gusti degli utenti esiste ancora forte discrepanza: il pubblico si fida poco, o più semplicemente, non ha i soldi per permettersi una full electric, segmento che ancora popola la fascia alta del listino. Attenzione, però: parliamo di Italia, un Paese che in materia di mobilità a zero emissioni è notoriamente una lumaca. Da altre parti del mondo giungono segnali di altro genere, e non c'è bisogno di volare in Cina o in California. Ecco cinque news/curiosità di stampo elettrico, messaggi dai quali trarre un indizio: il destino dell'auto è stato scritto, affinché si manifesti pienamente serve solo il giusto tempo.

1. TAGLIAPREZZI, TARGET 2021 Tra le maggiori barriere all'ingresso al mondo elettrico, senz'altro sono i prezzi di listino. Come anche le EV matureranno economie di scala equiparabili a quelle delle auto a combustione interna, i costi di fabbricazione caleranno. Ma a quando il fatidico "break even"? Molto presto, suggeriscono gli esperti di Deloitte. Incrociando i dati a sua disposizione, la società di consulenza britannica stima come le elettriche pareggeranno il prezzo dei modelli equivalenti diesel e benzina entro il 2024. A meno che i calcoli non siano errati, e la data spartiacque non caschi addirittura tre anni prima, nel 2021. Niente male, come notizia: fosse davvero così (ecco, appunto), ancora due anni di pazienza e preferire l'auto elettrica sarà un processo naturale.

2. NORVEGIA VERDE FOGLIA Alle nostre latitudini l'elettrica è ancora un'auto da car sharing, flotta aziendale, pubblica amministrazione. Raro che a sottoscrivere il contratto sia un privato, esistono invece Paesi dove l'auto a batterie è ormai all'ordine del giorno. Case history per eccellenza, la Norvegia: lassù tra i fiordi, regina delle vendite 2018 è Nissan Leaf. Già primatista di settore sia in Italia (1.500 unità), sia in Europa (40.000), la nazione scandinava ha lo scorso anno immatricolato 12.000 nuove Leaf. Automobilisti dal pollice verde, i norvegesi. Soprattutto, cittadini di uno Stato che all'elettrico ha destinato risorse (incentivi all'acquisto, rete pubblica di ricarica), in proporzione, gigantesche.

3. OLANDA TERRA DI E-GIAGUARI Ricca, poco popolosa e all'avanguardia nelle fonti di energia rinnovabili. Si dirà che la Norvegia non fa scuola, viste le caratteristiche privilegiate che la distinguono. Bene, allora prendiamo una nazione dell'Europa Occidentale come i Paesi Bassi, e prepariamoci a non credere ai nostri occhi: a dicembre 2018, leader generale delle vendite è Jaguar I-Pace, crossover full electric che procede a gonfie vele in tutto il continente. 2.600 unità in un mese, cioè più di utilitarie ben più avvezze al trono di best seller come Renault Clio o Volkswagen Polo. Gli olandesi un altro popolo electric friendly, ma il caso I-Pace ha pure una ragione meno...filosofica: dal 1° gennaio 2019, da quelle parti il benefit governativo del 4% sui modelli a zero emissioni non si calcola più sul prezzo totale, bensì su una franchigia di 50.000 euro. Ecco spiegata la corsa in concessionaria: agli Orange, come a tutti, pagare le tasse non piace.

4. TESLA ALLA RISCOSSA Quando si parla di auto elettrica, al centro del discorso è sempre lei. I giorni scorsi Tesla Model 3 ha conquistato la definitiva omologazione a vendita e circolazione in tutti i Paesi dell'Unione europea (mancava, guarda caso, il via libera dell'autorità dei trasporti olandese), nessun cavillo burocratico può più arrestare l'invasione della full electric più chiacchierata di sempre. In Italia, la berlina californiana raggiungerà i suoi proprietari entro il mese di marzo. Prezzi da 59.600 euro, ma grazie all'ecobonus la cifra cala di 6.000 euro (53.600 euro). 

5. SUPER RICARICA MOBILE E sempre a proposito di Tesla. Tra i benefici dei quali godono i clienti, quello di una rete di ricarica dedicata, i cosiddetti Tesla Supercharger. Soluzione pratica e rapida per fare il "pieno" di energia mentre si è in viaggio, ma che non risolve il problema della ricarica domestica. Per il momento circoscritto al mercato nordamericano (spina elettrica di standard 14-50), il nuovo caricabatterie portatile completa l'offerta di servizi per rigenerare gli accumulatori. A differenza dei preesistenti charger proposti dalla compagnia, l'ultimo prodotto non necessita di alcun wallbox domestico: puoi ricaricare anche a casa di amici, in azienda o dove vuoi, tra l'altro in un tempo drasticamente inferiore. Costa 500 euro, ma sconfigge ogni residuo di "range anxiety".


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