Immaginate di essere alla guida della vostra auto e, una volta superato il confine, non poter utilizzare alcune funzioni. È quello che è successo al signor Liu alla guida della sua Zeekr 9X. Diretto in Europa dalla Cina, appena superato il confine con il Kazakistan ha scoperto di non poter aprire lo sportello per il rifornimento dell’auto, mentre anche il sistema di navigazione e altre funzioni elettroniche risultavano limitate.
Il SUV ibrido plug-in del marchio premium di Geely ha volutamente (non c’è stato alcun guasto) attivato alcune limitazioni software, lasciando il proprietario alle prese con funzioni bloccate per oltre 30 ore. Alla base dell'episodio non ci sarebbe un guasto tecnico, ma un sistema anti-contrabbando introdotto da Zeekr per impedire l'esportazione non autorizzata di veicoli acquistati sul mercato cinese. Una vicenda che, al netto della liceità di quanto accaduto, riapre il dibattito sul ruolo del software nelle auto moderne e sul livello di controllo che i costruttori possono esercitare su vetture sempre più connesse.
Cos’è successo
Secondo il racconto del proprietario, appena lasciata la Cina il sistema di navigazione ha smesso di funzionare, il vano portaoggetti si è bloccato e, soprattutto, lo sportello elettronico del carburante è rimasto chiuso per più di 30 ore. Liu sottolinea che il concessionario Zeekr era già a conoscenza del viaggio, dato che l'auto era stata in officina per un tagliando poco prima della partenza, ma nessuno lo aveva avvertito di queste limitazioni.
Interpellata dal quotidiano cinese National Business Daily, Zeekr ha spiegato che si tratta di un meccanismo di sicurezza che si attiva automaticamente non appena il veicolo lascia i confini cinesi, con l'obiettivo dichiarato di scoraggiare furti e contrabbando. In Cina, dove alcuni modelli vengono venduti a condizioni agevolate legate al mercato locale, esiste infatti il problema di auto acquistate internamente e poi rivendute illegalmente all'estero.
Una volta attivo, il sistema lascia comunque funzionare normalmente motore e freni, ma impedisce l'apertura elettronica dello sportello del carburante e della presa di ricarica. Una misura di emergenza per aprire manualmente lo sportello esiste ed è sufficiente tenere premuto per cinque secondi il pulsante delle luci di emergenza presente nell’abitacolo. Il problema in questo caso è che nessuno ha informato il signor Liu né del sistema anti-contrabbando né di questa procedura.
Le scuse e la correzione
Il blocco è stato rimosso tramite un codice di autorizzazione inviato da remoto, ma da quanto emerso questa procedura potrebbe doversi ripetere a ogni nuovo viaggio in cui l’auto esce dalla Cina. Zeekr si è scusata pubblicamente, dichiarando che la sicurezza reale «non dovrebbe essere definita solo dal costruttore», e ha annunciato due interventi correttivi. Il primo riguarda un generatore di codici di sblocco da inserire direttamente nell'app dell’azienda. Il secondo è un aggiornamento OTA che renderà il blocco transfrontaliero disattivabile di default.
Il problema è che questi correttivi rischiano di ridurre l’efficacia del sistema anti-contrabbando (legittimo e doveroso) ma è quantomeno curioso che chi acquista regolarmente un’auto non possa disporne liberamente. Senza sottovalutare del tutto le preoccupazioni in materia di sicurezza e controllo che soggetti terzi al proprietario e al guidatore hanno sulle auto connesse.
FONTE: Carscoops
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



