Sicurezza

Euro NCAP denuncia: le barre antincastro dei tir non superano i crash test


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1 ora fa - Un problema che avrebbe già una soluzione.

Euro NCAP testa le barre antincastro dei rimorchi europei: falliscono a 56 km/h, con 400 morti l'anno tra UE e UK.

Nel 2024, secondo l'ultimo report ufficiale ISTAT sugli incidenti stradali, 123 automobilisti italiani sono morti scontrandosi con un mezzo pesante, e altri 61 con un autocarro leggero. Significa che nel nostro Paese quasi un decesso su sette è avvenuto in un incidente con un veicolo industriale. La barra antincastro posteriore montata sui rimorchi pesanti serve proprio a questo, ma i test condotti da Euro NCAP hanno rivelato che, troppo spesso, quel dispositivo non funziona.

I test, condotti in collaborazione con l'ADAC tedesco, l'ente svedese dei trasporti Trafikverket e l'americano IIHS, mostrano che le barre antincastro obbligatorie sui rimorchi europei dal 2022, possono cedere in caso di incidente, con conseguenze potenzialmente fatali per chi viaggia in auto. Secondo Euro NCAP, gli incidenti per incastro posteriore sotto un mezzo pesante sono potenzialmente collegati a circa 400 decessi ogni anno tra Unione Europea e Regno Unito. Si tratta di un numero, però, da prendere con le molle perché non c’è evidenza che si tratti di un rapporto di causa ed effetto. È l'ente stesso a specificarlo usando la formula “potenzialmente attribuibili”.

La causa del problema

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La ricerca individua due problemi distinti che si sommano tra loro. Da un lato, i sistemi di frenata automatica d'emergenza (AEB) più datati faticano a riconoscere la sagoma reale di un rimorchio fermo o in rallentamento. Testando le auto contro bersagli standard da laboratorio, il riconoscimento è risultato sempre efficace, ma contro rimorchi reali, come quelli con teloni laterali o cassoni a scheletro, e contro i veicoli di protezione usati nei cantieri stradali, il tasso di rilevamento è calato sensibilmente in diversi casi. Considerata l'età media del parco circolante, Euro NCAP stima che serviranno oltre 15 anni prima che la maggior parte delle auto in strada sia dotata di sistemi capaci di evitare in autonomia questo tipo di urto.

Quando sia il guidatore sia l'elettronica falliscono, l'ultima linea di difesa dovrebbe essere proprio la barra antincastro fisica montata sul retro del rimorchio. Per verificarne l'efficacia, Euro NCAP ha sottoposto un'auto con il punteggio massimo nel proprio rating di sicurezza (cinque stelle) a due diversi crash test contro rimorchi dotati di dispositivi conformi allo standard europeo oggi in vigore.

Nel Regno Unito, presso il centro HORIBA MIRA, un urto frontale-laterale al 30% di sovrapposizione a 56 km/h contro la barra del costruttore Schmitz Cargobull ha mostrato una resistenza strutturale quasi nulla. Il pianale del rimorchio ha tranciato direttamente l'abitacolo, causando lesioni fatali alla testa e al collo del manichino di prova. In Germania, un test analogo condotto dall'ADAC su un rimorchio Krone, con un urto al 75% di sovrapposizione frontale alla stessa velocità, ha visto cedere completamente il dispositivo posteriore, distruggendo l'abitacolo dell'auto.

La soluzione ci sarebbe

Lo stesso modello di auto, sottoposto allo stesso identico urto a 56 km/h, è stato testato anche contro un rimorchio costruito secondo lo standard volontario americano IIHS TOUGHGUARD. In questo caso la struttura di sicurezza dell'auto si è deformata correttamente, proteggendo gli occupanti come previsto in fase di progettazione. Dalla sua introduzione nel 2017, lo standard TOUGHGUARD è oggi adottato da circa il 70% dei rimorchi nuovi venduti negli Stati Uniti.

Sulla base di questi risultati, Euro NCAP chiede ai legislatori europei e britannici di aggiornare la normativa prendendo come riferimento lo standard statunitense. Allo stesso tempo invita i costruttori di rimorchi a sviluppare volontariamente soluzioni di retrofit per rinforzare i dispositivi già installati sui mezzi attualmente in circolazione, oltre a quelli di nuova produzione.

Un problema per l’Italia

Il problema, oltre al numero dei morti, riguarda molto da vicino soprattutto l’Italia. Secondo i dati più recenti elaborati dal Centro Studi UNRAE, l'età media del parco rimorchi e semirimorchi circolante in Italia ha raggiunto i 17,5 anni. Si tratta del valore più alto tra tutte le categorie di veicoli presenti sulle nostre strade. Significa che la maggior parte dei rimorchi italiani oggi in circolazione è precedente al 2022, quindi omologata con normative ancora più datate rispetto allo stesso standard che Euro NCAP giudica già insufficiente.

FONTI: Euro NCAPISTAT

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 30/06/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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