Guida assistita

Tesla, la telecamera dell'abitacolo riconoscerà chi può usare la Full Self Driving? Cosa sta succedendo


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51 minuti fa - Tre le possibili spiegazioni della scelta di Tesla.

L'ultimo aggiornamento dell'app Tesla contiene stringhe che indicano un futuro sistema di riconoscimento facciale per usare l'FSD.

Sarà la telecamera dell'abitacolo a decidere chi può usare la Full Self Driving (FSD) di Tesla? Un’ipotesi che sta emergendo dall’analisi del codice dell’ultima versione dell’app Tesla, la 4.58.5 rilasciata il 1° luglio. Nel codice dell’app ci sono due stringhe che regolano il funzionamento della FSD. Se la telecamera interna non riconosce un volto autorizzato al posto di guida, la Full Self Driving non si attiva e l'app dello smartphone avvisa il proprietario del tentativo di accesso. Di fatto la casa automobilistica statunitense sta preparando un livello aggiuntivo di controllo su chi può usare il suo pacchetto di guida assistita più avanzato.

Qualche precisazione di natura tecnica (e non solo)

Da quando è emersa la notizia, diverse testate stanno chiamando questa funzione ''Face ID'', paragonandola al sistema di riconoscimento facciale di Apple. Un paragone che però, tecnicamente, non regge e che va chiarito per evitare facili fraintendimenti. Il Face ID di Apple usa un sistema a infrarossi e un sensore che ricostruisce una mappa tridimensionale del volto. Le telecamere nell’abitacolo delle Tesla sono normali sensori RGB bidimensionali, con capacità di riconoscimento molto più limitate. Tanto che nel 2022 Consumer Reports aveva mostrato che il sistema di monitoraggio del guidatore esistente sulle Tesla, basato sulla stessa telecamera dell’abitacolo, poteva essere aggirato semplicemente coprendo la lente. Una vicenda che solleva dubbi sull’affidabilità del sistema di autenticazione.

Le ragioni dietro questa funzione

Sul perché Tesla stia sviluppando la funzione, non ci sono risposte certe. Quindi entriamo nel campo delle speculazioni e come tali vanno prese. Le ipotesi circolate fino a questo momento sono sostanzialmente tre. La prima è quella per cui Tesla pensa di bloccare l'uso della Full Self Driving a guidatori non autorizzati dal proprietario. È il caso di amici, parenti o addetti al parcheggio, che potrebbero non essere consapevoli dei limiti del sistema.

La seconda, meno edificante dal punto di vista della sicurezza, ipotizza la volontà di legare l'abbonamento FSD alla persona invece che al veicolo. Chi paga potrebbe portare la propria FSD anche su un'auto a noleggio Tesla, ma non farla usare al partner sulla stessa vettura senza pagare due abbonamenti. La terza è legata alla volontà di preparare l'infrastruttura per la verifica dell'età dei guidatori, funzione che Tesla ha già iniziato a testare con l'aggiornamento software 2026.8.6.

Le possibili implicazioni

L'introduzione di un “riconoscimento facciale” in Europa non è priva di conseguenze. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) tratta i dati facciali come dati sensibili che non possono essere raccolti e utilizzati facilmente. Senza dimenticare come l’introduzione della FSD in Europa sta riscontrando diversi problemi e il ricorso a una qualche forma di riconoscimento facciale, se davvero verrà implementato, rischia di riaprire questioni non del tutto risolte, come quelle legate a quanto controllo su un'auto privata è disposto ad accettare il proprietario, in cambio di una funzione che costa in abbonamento 99 euro al mese.

FONTE: NotATeslaApp

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 07/07/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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