Tesla il Cybertruckin Europa non lo ha mai venduto, e non ha nemmeno annunciato una versione pensata per il Vecchio Continente. In Svizzera due aziende hanno deciso di provarci da sole. Sono werk.lab, società di ingegneria di Basilea, e Revoltaris, specialista di Tesla. L’obiettivo è ottenere l’omologazione svizzera del pick-up elettrico e venderlo come importatori indipendenti. Il debutto sul mercato è previsto nel 2027. Le prenotazioni sono già aperte, con una clausola che chi paga deve conoscere bene.
Cosa cambia rispetto al Cybertruck originale
Per il progetto sono arrivati dagli Stati Uniti due esemplari. Il primo è un Cybertruck a trazione integrale da circa 447 kW, pari a 608 CV. Il secondo è un Cyberbeast da circa 630 kW, cioè 857 CV. Il peso si aggira sulle 3,5 tonnellate. Il lavoro più complicato riguarda proprio il frontale, l’elemento che dà al Cybertruck il suo aspetto aggressivo. Il muso in acciaio inossidabile era troppo rigido per le norme sulla protezione dei pedoni. Il team ha quindi disegnato un nuovo frontale in carbonio e ha modificato la struttura che c’è sotto. Dietro il paraurti è stata aggiunta una schiuma che riduce il carico sulle ginocchia in caso di urto. C’è poi il problema degli spigoli. Gli spigoli esterni della carrozzeria devono avere un raggio di almeno 2,5 millimetri, e il modello americano non rispetta questo limite. La soluzione è una protezione in carbonio realizzata su misura. Mancavano anche le frecce laterali, che sono state aggiunte. La prova di frenata da 100 km/h è stata superata con un margine di 0,3 secondi. Revoltaris ha dovuto perfino cercare enti di prova disposti a esaminare un mezzo che non avevano mai visto.
Prenotazioni senza rimborso
Il Cybertruck svizzero sarà un usato con pochi chilometri. La versione a trazione integrale costa circa 155.000 franchi, poco meno di 169.000 euro. Il Cyberbeast dovrebbe arrivare a circa 189.000 franchi, quasi 206.000 euro. Per mettersi in lista bastano 175 franchi, circa 190 euro, con una prenotazione che non vincola all’acquisto. Chi vuole uno dei primi posti nella coda delle consegne deve versare 2.000 franchi, circa 2.180 euro. Nessuna delle due somme viene restituita, nemmeno se il progetto non dovesse andare in porto. Chi compra deve accettare anche diversi compromessi. Il navigatore Tesla oggi non funziona sui mezzi importati. Senza navigatore manca anche il precondizionamento automatico della batteria prima della ricarica rapida. Per ricaricare servono adattatori CCS e Type 2. La garanzia di fabbrica Tesla non c’è. Revoltaris promette una garanzia propria, un servizio di assistenza e una rete di carrozzerie, ma alcuni ricambi andranno comunque fatti arrivare dagli Stati Uniti.
Cosa può succedere
Anche se l’omologazione arrivasse, il Cybertruck non diventerebbe automaticamente legale nell’Unione europea. Molte regole svizzere seguono gli standard europei e internazionali, ma gli altri mercati potrebbero chiedere comunque omologazioni nazionali, singole o speciali. I problemi da questo punto di vista non sono nuovi. Già sei anni fa il TÜV tedesco aveva spiegato che il Cybertruck avrebbe avuto bisogno di numerose modifiche alla struttura di base per essere omologato in Europa. Per far circolare il pick-up bisogna cambiare proprio le parti che lo rendono riconoscibile.
FONTE: Auto Motor und Sport
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



