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Svelata la nuova DS N°7: ecco come cambia il C-SUV prodotto a Melfi


Avatar di Emanuele Colombo, il 17/03/26

1 ora fa - Nuova DS N°7 2026: il SUV di Melfi tra ibrido concreto ed elettrico da 740 km

Addio DS 7, arriva la nuova DS N°7 prodotta a Melfi, in versione Hybrid da 145 CV ed elettrica con autonomia fino a 740 km

Erede della DS 7, la nuova DS N°7 (sì, con il pallino della numerazione) sarà prodotta a Melfi: la gamma prevede una versione Hybrid da 145 CV e tre varianti elettriche che promettono autonomie da record, con un comfort che sfida le tedesche. Ma oltre i numeri del marketing, cosa c'è di concreto? Analizziamola punto per punto.

DS N°7 2026, vista lateraleDS N°7 2026, vista laterale

Design: quando l’efficienza detta la linea

Andiamo con ordine. Se la guardi da fuori, la parentela con il passato è evidente, ma le proporzioni si sono fatte più tese. Punto di partenza è la piattaforma STLA Medium, la stessa della nuova Peugeot 3008, qui declinata con una filosofia diversa. La larghezza resta ferma a 1,90 metri e l’altezza a 1,63 metri, ma la lunghezza cresce di 7 centimetri arrivando a 4,66 metri.

Il guadagno si riflette sul passo, che ora raggiunge i 2,79 metri. Sono 5 centimetri in più rispetto alla vecchia generazione, utili per migliorare l’abitabilità interna e per fare spazio al pacco batterie senza sacrificare i passeggeri.

I designer francesi, ispirati dalla concept DS Aero Sport Lounge, hanno poi spinto l'acceleratore sull'aerodinamica, particolarmente importante su un’auto che punta all'efficienza e all'autonomia quando in versione elettrica.

Il Cx della nuova DS N°7 è pari a 0,26, valore eccellente per un SUV di queste dimensioni. Come ci sono riusciti? Lavorando di fino sulla curvatura del tetto e sullo spoiler posteriore, che allunga virtualmente la coda, pulendo i flussi d'aria che altrimenti creerebbero vortici dannosi.

DS N°7 2026, 3/4 dall'altoDS N°7 2026, 3/4 dall'alto

Interni: tra artigianato e (tanta) tecnologia

Salire a bordo di una DS significa, da sempre, entrare in una boutique parigina. Sulla N°7 l’impostazione non cambia, ma si evolve. C’è ancora quel mix di pelle Nappa con lavorazione a cinturino di orologio e Alcantara (che qui è riciclata al 68%, perché il lusso deve essere anche sostenibile), ma ora l’occhio cade inevitabilmente sullo schermo centrale da 16 pollici.

Il sistema si chiama DS Iris System 2.0 e, sia chiaro, non è solo un monitor più grande. C'è dentro ChatGPT, per consentirti di conversare con l’auto, chiedere consigli sul viaggio o farti spiegare la storia del monumento che stai passando. Utile? Forse. Coreografico? Sicuramente. Anche liberatorio, penserà qualcuno.

Interessante anche il DS Extended Head-Up Display, che proietta le info sul parabrezza in modo che tu non debba mai staccare gli occhi dalla strada.

Ma parliamo di spazio. Per migliorare il percepito, le porte posteriori sono state allargate e la superficie vetrata è cresciuta del 30%. Se poi aggiungi il tetto panoramico (opzionale, ampliato del 40%), l’effetto claustrofobia è scongiurato.

Il bagagliaio? 560 litri (che calano a 500 litri nella versione AWD con il subwoofer dell'audio premium). Non sono pochi, e la soglia di carico è stata studiata per non farti venire il mal di schiena ogni volta che carichi la spesa.

DS N°7 2026, volante e strumentazioneDS N°7 2026, volante e strumentazione

La tecnica: il cuore della sfida elettrica

Qui entriamo nel territorio dei numeri. La DS N°7 punta a diventare la regina dei viaggiatori elettrici con la versione Long Range. Monta una batteria da 97,2 kWh (prodotta nella Gigafactory di Billy-Berclau, in Francia) che promette fino a 740 km di autonomia nel ciclo combinato WLTP.

Attenzione: i 740 km sono come sempre un dato teorico da laboratorio. La realtà, però, sembra comunque promettente: DS dichiara oltre 450 km reali in autostrada viaggiando a 120 km/h.

Se fosse confermato, sarebbe un risultato che mette la N°7 in una posizione di forza rispetto a molte concorrenti tedesche. Per chi non ha bisogno di così tanta energia, c'è la versione da 73,7 kWh con 543 km di autonomia (teorici).

E la ricarica? Qui forse potevano osare di più. La potenza massima in corrente continua è di 160 kW. Non è un valore che grida al miracolo (Hyundai e Kia fanno meglio con i loro sistemi a 800V).

DS però garantisce che la curva di ricarica è molto piatta: in 10 minuti recuperi 190 km di autonomia. E con la funzione Plug & Charge, l'auto paga da sè il rifornimento dalle colonnine compatibili, così la ricarica parte da sola quando l'auto è collegata a una colonnina di rifornimento rapido CC, a vantaggio di soste più brevi.

DS N°7 2026, dettaglio della plancia e l'infotainment da 16''DS N°7 2026, dettaglio della plancia e l'infotainment da 16''

Motori: dalla città ai 375 CV del boost

La gamma motori è strutturata per accontentare tutti, o quasi. Per chi non è ancora convinto della spina, resta in gamma la Hybrid 145 CV. È un 1.2 turbo tre cilindri abbinato a un motore elettrico da 28 CV integrato nel cambio a doppia frizione.

Non aspettarti miracoli prestazionali, ma per un uso urbano ed extraurbano è una soluzione solida che promette di viaggiare in elettrico per il 50% del tempo nel traffico cittadino.

Poi, per chi guarda con fiducia all'elettrico, l'offerta è articolata. E-Tense 230 CV è la versione d'accesso, con trazione anteriore e prestazioni equilibrate: 543 km WLTP e . E-Tense 245 CV Long Range è quella per chi macina chilometri.

E-Tense 350 CV è infine la versione a trazione integrale con due motori elettrici. Qui c’è la funzione boost che porta la potenza a 375 CV per brevi tratti, permettendo uno 0-100 km/h in 5,4 secondi. L'autonomia WLTP è di 679 km.

DS N°7 E‑TENSE può passare dal 20% all'80% della carica in 27 minuti (31' con batteria da 73,7 kWh) grazie al pre-condizionamento della batteria: funzione che si attiva automaticamente, se si imposta una destinazione sul navigatore, oppure manualmente, tramite il display centrale.

DS N°7 2026, uno dei possibili interniDS N°7 2026, uno dei possibili interni

Dinamica di guida: la filosofia del tappeto volante

Se ti aspetti una guida affilata da sportiva, hai sbagliato indirizzo. La DS N°7 vuole essere soprattutto confortevole: come un tappeto volante.

Il merito è tutto del ben noto sistema DS Active Scan Suspension: una telecamera individua le asperità dell'asfalto fino a 5 metri davanti all'auto e regola istantaneamente la rigidità di ogni singolo ammortizzatore. Risultato? Buche e pavé vengono filtrati meglio che con sospensioni di tipo tradizionale.

A questo si aggiunge un lavoro maniacale sull'insonorizzazione. Vetri stratificati e materiali fonoassorbenti ovunque. L'idea è che tu possa goderti l'impianto Hi-Fi Focal Electra 3D da 14 altoparlanti senza i disturbi delle turbolenze e del rotolamento degli pneumatici, che in autostrada diventano preponderanti a prescindere dal tipo di motore.

Tra le tecnologie per viaggi più confortevoli e sicuri rienatrano anche i fari adattivi DS Pixelvision, che gestiscono orientamento e potenza del fascio in base alle condizioni per farti vedere meglio ed evitare abbgliamenti, la guida assistita di livello 2 con cambio di corsia semi-automatico e la DS Night Vision, che migliora la visione notturna segnalando sul display pedoni, ciclisti e animali fino a 300 m avanti all'auto.

DS N°7 2026, 3/4 posterioreDS N°7 2026, 3/4 posteriore

Il fattore Melfi e la sostenibilità reale

Non è un segreto che il gruppo Stellantis stia riorganizzando la produzione in Europa. Il fatto che la DS N°7 venga prodotta a Melfi è un segnale importante per l'Italia, ma è anche una scelta logistica per ottimizzare la catena del valore europea. I motori sono francesi, le batterie pure, ma l’assemblaggio e la qualità finale passano per le mani dei nostri operai.

Anche sul fronte ecologico ci sono passi avanti concreti: non solo materiali riciclati, ma anche una concia della pelle Nappa fatta con foglie di ulivo, eliminando i processi tossici tradizionali. Piccoli dettagli che confermano come il lusso stia sempre più cercando di darsi un'immagine etica.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 17/03/2026
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