Stellantis ha deciso di puntare sulle batterie LFP (litio-ferro-fosfato) per ridurre i prezzi delle sue auto elettriche. Per tale motivo, molte delle BEV dei suoi marchi passeranno a questi accumulatori nel corso del prossimo anno. In realtà ci sono già alcuni modelli che le utilizzano. Pensiamo alla FIAT Grande Panda elettrica e in genere ai modelli basati sulla piattaforma Smart Car.
Dal prossimo anno, però, molte altre BEV saranno proposte con batterie LFP che andranno a sostituire quelle dotate della chimica NMC (nichel-managnese-cobalto), più performante ma molto più costosa.
Stellantis vuole ridurre i prezzi delle sue auto elettriche
L'annuncio di questa strategia per le BEV è stato dato direttamente dal CEO Stellantis, Antonio Filosa, durante la conference call sui risultati del terzo trimestre.
Passeremo, per molti modelli, dalla tecnologia delle batterie NMC a quella LFP. Questo comporterà un notevole risparmio sui costi delle batterie.
Che modelli passeranno alle batterie LFP?
Al momento abbiamo solo una certezza. Un modello che sicuramente passerà ai nuovi accumulatori è la FIAT 500 elettrica. Come sappiamo è in arrivo un aggiornamento per renderla più competitiva sul mercato. I nuovi accumulatori consentiranno alla casa italiana di poterla offrire sul mercato a un prezzo più basso.
Stellantis farà leva anche sulla nuova piattaforma STLA One per rendere più competitive le sue auto elettriche. Quali altri modelli adotteranno i nuovi accumulatori? Sappiamo che sono in arrivo le nuove generazioni di Peugeot 208 e Opel Corsa che ovviamente saranno anche elettriche. Per questi modelli non sarebbe strana un'adozione delle batterie LFP. Da capire, invece, la strategia per i modelli elettrici più grandi, come i SUV. I nuovi accumulatori potrebbero, in questo caso, essere disponibili per le versioni entry level.
Si tratta ovviamente di ipotesi. Non possiamo fare altro che attendere comunicazioni ufficiali per saperne di più.
Cosa sono le batterie LFP
Di questa chimica oggi sempre più utilizzata ne abbiamo parlato più volte (qui un approfondimento). Utilizzare questa chimica porta diversi vantaggi che non sono solamente economici. Un ulteriore vantaggio riguarda la sicurezza. La struttura limita il rischio di fuga termica. Anche in caso di danneggiamento o cortocircuito, la cella tende a restare più stabile. C'è poi una maggiore durata. Si parla spesso di oltre 3.000 cicli, in alcuni casi anche 7.000. Tradotto in chilometri, significa centinaia di migliaia di km prima di un degrado significativo.
Infine, le batterie LFP tollerano meglio le ricariche frequenti al 100%. Con le NMC, invece, si consiglia di restare tra il 20% e l'80% per preservarne la salute nel tempo.
Ovviamente ci sono anche svantaggi. La densità energetica è inferiore a quella delle batterie NMC. Significa che, a parità di autonomia, la batteria LFP è più pesante e ingombrante. Inoltre, le prestazioni di tali accumulatori soffrono un po' di più il freddo.
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