Pista collaudo

Rolls-Royce inaugura a Goodwood una pista fatta apposta per stressare le sue auto


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1 ora fa - Nasce la Eric Platford Testway, dal nome del primo capo collaudatore.

Rolls-Royce inaugura a Goodwood la Eric Platford Testway, pista dedicata alla validazione finale con otto superfici diverse.
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Ciottolato sconnesso, binari ferroviari, chiusini in ghisa disposti in modo asimmetrico. Non è la descrizione di una strada di periferia da evitare, ma l’elenco delle superfici che Rolls-Royce ha appena costruito apposta per le proprie vetture, nella nuova pista di collaudo inaugurata alla Home of Rolls-Royce di Goodwood.

Una pista pensata per trovare i difetti

La Eric Platford Testway, questo il nome della nuova struttura, rientra nell’investimento continuo del marchio nella sede di Goodwood, dove ogni vettura viene ancora assemblata a mano per rispecchiare la visione del singolo cliente. Il nuovo impianto permette agli ingegneri di introdurre sollecitazioni controllate su telaio, sospensioni, struttura della carrozzeria e componenti degli interni, in un ambiente ripetibile e misurabile.

La pista si compone di quattro corsie parallele, ciascuna lunga 90 metri. Insieme offrono otto diversi profili di superficie pensati per stimolare risposte specifiche del veicolo. Tra questi ci sono tratti di ciottolato di piccole e grandi dimensioni per individuare eventuali rumori indesiderati e valutare la composizione di marcia. Ci sono poi “onde di cemento casuali” con giunti di espansione ogni 2,4 metri per introdurre variazioni verticali. Non mancano dossi angolati che applicano un carico torsionale attraverso il movimento opposto degli assi. Ci sono anche coppie di binari ferroviari che generano sollecitazioni sequenziali sugli assi anteriore e posteriore.

A completare il percorso ci sono chiusini in ghisa circolari alternati per valutare la risposta asimmetrica e ondulazioni sinusoidali alte 12 millimetri e distanziate di 300 millimetri, pensate per generare una risonanza ad alta frequenza. Non manca, va detto, un tratto di asfalto perfettamente liscio. Ogni vettura affronta due passaggi su ciascuna superficie: uno a velocità fissa, l’altro con velocità variabile in progressione. Alle due estremità della pista, due aree di svolta permettono di testare un cambio di direzione “a rotatoria”, utile in particolare per verificare la stabilità degli oggetti personali lasciati liberi in abitacolo.

Anche il vento fa parte del collaudo

Prima di accedere alla Testway vera e propria, le vetture attraversano una camera aero-acustica dove viene condotto un test statico sull’intrusione del rumore del vento, tramite getti d’aria ad alta pressione e velocità variabile montati su una gru mobile. Questo consente di simulare velocità superiori al limite nazionale britannico di 112 km/h, incluse condizioni paragonabili a quelle di tratti stradali senza limite di velocità presenti in alcuni mercati. Un campione di vetture continua inoltre a essere validato su un percorso storico di 13 km sulle strade locali attorno alla sede di Goodwood.

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Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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