One-off

Rolls-Royce Ghost Savile Row: a Goodwood la one-off che celebra la sartoria inglese


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1 ora fa - Un pezzo unico che celebra l'arte della sartoria inglese.

Debutta al Festival of Speed la Ghost ispirata all'alta sartoria londinese: ricami record e dettagli unici in una one-off senza eguali.

Bespoke significa, letteralmente, su misura. E nel linguaggio Rolls-Royce rappresenta il vertice assoluto dell'esclusività. La casa automobilistica britannica ha costruito molto della sua identità proprio sulla capacità di cucire l'auto sul cliente. Proprio come farebbe un sarto con un abito. A ridosso dell’inizio del Goodwood Festival of Speed 2026 (dal 9 al 12 luglio) Rolls-Royce annuncia il debutto della nuova Ghost Savile Row. Una one-off nella quale la filosofia bespoke raggiunge un traguardo inedito. L'arte della personalizzazione automobilistica incontra la tradizione della celebre strada londinese dedicata all'alta sartoria maschile. Il legame tra Rolls-Royce e la sartoria britannica, soprattutto londinese, è più profondo di quanto si possa pensare. Nel 1905, infatti, la primissima concessionaria Rolls-Royce aprì i battenti a pochi passi da quel santuario dell'eleganza, frequentato assiduamente dallo stesso Charles Rolls. Questa affascinante one-off non fa altro che celebrare quell'eredità, trasformando una maestosa berlina nel perfetto equivalente di un abito sartoriale.

Le peculiarità della Rolls Royce Ghost Savile Row

Rolls-Royce Ghost Savile Row, il designRolls-Royce Ghost Savile Row, il design

La Ghost Savile Row trasforma la berlina di lusso in un abito sartoriale cucito addosso ai desideri di un cliente visionario. La tinta esterna bicolore Midnight Sapphire e English White richiama l'accostamento classico tra un completo blu scuro e la camicia bianca, un tributo diretto al tradizionale modo di vestire degli uomini.

Rolls-Royce Ghost Savile Row, la vista lateraleRolls-Royce Ghost Savile Row, la vista laterale

L'attenzione al dettaglio trasforma l'esterno in un esercizio di stile. Al posto della consueta linea di cintura dipinta a mano, i designer hanno inserito una sottile “Silver Featureline” che corre lungo la parte superiore della carrozzeria. Si tratta di un segno distintivo che vuole evocare la sobrietà di un gioiello indossato con eleganza. Un po' come avverrebbe come un fermacravatta o un orologio da polso d'epoca. Un altro richiamo al mondo degli accessori maschili.

Un ricamo da record

Rolls-Royce Ghost Savile Row, l'abitacoloRolls-Royce Ghost Savile Row, l'abitacolo

Entrando nell'abitacolo, il legame con l'alta sartoria diventa ancora più evidente, soprattutto al tatto. Gli interni abbinano pelli Navy Blue e Arctic White, arricchite da impunture a contrasto in Selby Grey che riprendono il motivo del gessato tipico dei completi da uomo. Abbassando il bracciolo posteriore emerge un ricamo segreto, una firma nascosta che ricorda il rivestimento colorato di una giacca di alta sartoria.

Rolls-Royce Ghost Savile Row, gli interniRolls-Royce Ghost Savile Row, gli interni

Si tratta dell'operazione di ricamo singolo più complessa mai affrontata da Rolls-Royce. L'opera è composta da sette diverse tonalità di colore e ha richiesto nove ore di lavoro incessante. Il risultato finale comprende 250.000 punti e ben 1.830 metri di filo, un impegno tecnico che riflette perfettamente la filosofia del brand. Il progetto è completato da piccoli dettagli come la leva dell'indicatore di direzione rifinita con cuciture Arctic White, confermando che, come in ogni abito cucito su misura, la differenza si nasconde sempre nei particolari che solo in pochi noteranno.

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 08/07/2026
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    Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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