Ci sono giorni in cui il mondo dell’auto sembra voler comunicare in aramaico. Poi arriva Renaulte decide che è ora di semplificare: tutto ciò che riguarda la ricarica, d’ora in poi, si chiamerà Plug Inn. Fine.
Addio ai rebus di Mobilize Beyond Automotive (che suonava più come un manifesto politico, che come una colonnina), benvenuto a un nome vagamente più... turistico. Perché “Plug” è la spina, ma “Inn” è la locanda. E la metafora è chiara: attacchi la macchina e ti senti come al check-in di un albergo.

Renault Plug Inn riunisce sotto lo stesso ombrello tre servizi:
- Plug Inn fast charge: la classica ricarica ultrarapida (fino a 320 kW)
- Plug Inn powerbox: ricarica bidirezionale per dare e avere dalla rete (V2G, per gli amici)
- Plug Inn charge pass: una tessera unica per pagare in mezza Europa senza impazzire.

L’obiettivo, spiega il vicepresidente Jérôme Faton, è rendere il passaggio all’elettrico “semplice, fluido e accessibile a tutti”. Roba che, detto così, sembra proprio la promessa di un soggiorno a 5 stelle.
Da aprile, intanto, la rete rapida in Francia cambia già nome. 93 stazioni entro fine anno, per lo più presso concessionari Renault vicino alle grandi strade (qui la mappa e altre info). L’affidabilità supera il 99% (dicono loro, ma Chargemap conferma) e in alcune location trovi pure lounge, bagni, Wi-Fi e persino aree relax. Insomma, l’oste è servito.

Peccato solo che per i clienti non-Renault le tariffe vantaggiose (0,39 €/kWh) non valgano. Ma questo, cari viaggiatori, è il dettaglio da “colazione non inclusa”. Nel frattempo, complimenti ai francesi: hanno trovato il modo di farti sentire in vacanza mentre guardi la batteria che sale. E in un’epoca di colonnine rotte e app infinite, non è poco.




