Con i modelli Renault 4, Renault 5 e Renault Twingo, la casa automobilistica francese ha scelto di adottare uno stile di design retrò che richiamasse le sue vetture del passato. Con la nuova Clio, la casa francese ha invece continuano ad adottare invece un look più moderno. Quale sarà la direzione che prenderà Renault per i suoi futuri modelli? Parlando con i colleghi inglesi di Autocar, Laurens Van den Acker, responsabile del design del Gruppo Renault, ha raccontato che questo approccio a due livelli rimarrà invariato, ma ha lasciato intendere che, al di fuori di alcuni modelli specifici, la futura gamma sarà caratterizzata da una maggiore uniformità stilistica.
Così saranno le future Renault
Van den Acker ha poi aggiunto che Renault manterrà separate le sue gamme di prodotti ''legendary icon'' (modelli nati per far rivivere vecchi glorie come la Renault elettrica) e ''future icon'' (nuovi modelli e concept car che definiscono il linguaggio stilistico e tecnologico del marchio). L'obiettivo delle ''legendary icon'' è innanzitutto quello di essere un'icona e di essere riconoscibili. La Twingo e la R5, per esempio, hanno il logo Renault, ma adottano un linguaggio stilistico completamente differente. Le ''icone'' Renault devono poter quindi vivere la propria storia: devono essere prima di tutto Twingo, prima di tutto R5 e prima di tutto R4.
Per quanto riguarda la gamma futura delle ''legendary icon'', un esempio può essere quello del nuovo concept E-Space. Pur ispirandosi all'originale monovolume Espace, presenta un design completamente rinnovato. Secondo il responsabile di design, il fatto che Renault stia ora sviluppando modelli su piattaforme per veicoli elettrici progettate su misura significa che i loro design ''diventeranno innovativi per definizione''.
Le piattaforme future saranno basate sui veicoli elettrici, e questo conferirà loro fin da subito forme diverse: passo più lungo, ruote più grandi, sbalzi ridotti, auto non alte come un SUV ma nemmeno basse come una berlina. Questo significa che la scelta del formato è a nostra discrezione. La nostra sfida non risiede nel segmento B, perché tradizionalmente siamo molto forti in questi mercati e ci sentiamo molto sicuri, bensì nei segmenti C e D.
Quando si sale di prezzo, le auto diventano un po' più senza tempo, e con questo arriva un linguaggio formale che lo comunica, e dobbiamo fare in modo che le auto abbiano un aspetto molto serio e solido, quindi si potrebbe trovare un po' meno intrattenimento. Ma allo stesso tempo siamo un marchio latino: non siamo freddi come i tedeschi, non siamo caldi come gli italiani. Dobbiamo trovare la nostra strada, perché chi ama le auto francesi finisce prima o poi in Francia, persino gli inglesi.
Fonte: Autocar
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