La chiamano Coupé, ma è più un’astronave con il diploma di educazione fisica. Svelata a Pechino, nuova Porsche Cayenne Coupé Electric nasce guardando la 911 come un adolescente guarda il poster di Schwarzenegger: con devozione, ambizione e un filo di complesso d’inferiorità.
Risultato: tetto che precipita verso il posteriore con la grazia di una pista da bob, spalle larghe da bodybuilder e un Cx di 0,23, roba che certe berline si sognano.

Come Cayenne Electric, tre versioni al debutto, tutte rigorosamente a batteria e tutte con la stessa filosofia: se dobbiamo cambiare era, facciamolo facendo casino. Si parte dalla “base” da 408 CV, si passa alla S da 544 CV e si arriva alla Turbo, che di turbo ovviamente non ha nulla ma compensa con 850 kW di overboost, cioè 1.156 CV. Zero‑cento in 2,5 secondi, così, giusto per ricordare al mondo che sì, è un SUV, ma non uno di quelli che portano i bambini a scuola senza traumi.

La linea è tutta un esercizio di aerodinamica emotiva: spoiler adattivo, finestratura nera lucida, superfici tirate come un lenzuolo d’hotel a cinque stelle. Dentro, schermi ovunque, AR head‑up display, e la solita atmosfera da “entro, accendo, e mi sento un CEO anche se sto andando all’Ikea”.

Autonomia fino a 669 km, ricarica a 390 kW (400 se gli astri si allineano) e un pacchetto Lightweight Sport che toglie 17,6 kg: non cambia la vita, ma fa curriculum.
Prezzi da 113.008 euro a 172.662 euro, cioè circa 3-4.000 euro in più alla versione SUV. Cayenne Coupé Electric, ovvero: la prova che l’elettrico può essere anche teatrale, sopra le righe, quasi mitologico.














