Quando le temperature scendono, anche l’auto deve affrontare condizioni più difficili del solito. E tra le buone abitudini da adottare nella stagione fredda ce n’è una spesso sottovalutata: evitare di viaggiare con il serbatoio mezzo vuoto.
Non è solo una questione di prudenza, ma anche di meccanica, sicurezza e affidabilità. E il discorso vale, con le dovute differenze, anche per le auto elettriche. Vediamo perché.

Meno spazio per la condensa, meno problemi nel serbatoio
Il primo motivo è fisico: più il serbatoio è vuoto, più aria contiene. E l’aria, con gli sbalzi di temperatura tipici dell’inverno, genera condensa. Tradotto: acqua.
Con il passaggio continuo da giornate miti a notti gelide, le minuscole gocce di condensa possono trasformarsi in acqua liquida. Nel peggiore dei casi, questa può finire nelle tubazioni del carburante, favorire la corrosione interna del serbatoio o addirittura congelare, creando ostruzioni.
Tenere il serbatoio pieno significa ridurre lo spazio disponibile per l’aria e, quindi, limitare la formazione di condensa. Ma anche proteggere la pompa della benzina.
Infatti, l’acqua è più pesante della benzina e tende a depositarsi sul fondo del serbatoio: proprio dove lavora la pompa del carburante. Se la quantità aumenta, il rischio è che la pompa aspiri impurità o ghiaccio.

Una riserva utile nelle situazioni d’emergenza
Qui entra in gioco il buon senso. In inverno il traffico può peggiorare, le strade possono essere bloccate, e un imprevisto è sempre dietro l’angolo. Avere più carburante nel serbatoio significa poter affrontare una deviazione, un ingorgo o un’attesa senza ansia.
E nel caso peggiore — fermi in attesa del soccorso stradale — un pieno consente di tenere acceso il motore e il riscaldamento più a lungo. Un problema ancora più sentito da chi viaggia con un'auto elettrica.

Auto elettriche: perché non scendere troppo con la carica
Riscaldamento a parte, nel caso delle EV il problema non è la condensa ma la chimica delle batterie. Il freddo rallenta le reazioni interne delle celle, riducendo autonomia e prestazioni. È il motivo per cui d’inverno molte elettriche percorrono meno chilometri rispetto all’estate.
Lasciare l’auto ferma al gelo con una carica molto bassa può essere rischioso: se la temperatura scende bruscamente, la batteria potrebbe scendere sotto livelli critici. La regola pratica? In inverno è meglio mantenere la carica sopra il 20%, soprattutto se l’auto resta parcheggiata a lungo.
Questa regola, in reltà, è utile anche nelle altre stagioni, visto che mantenere l'accumulatore tra il 20 e l'80% della carica aiuta a prevenirne l'invecchiamento. Meglio ricaricare al 100% solo prima dei viggi lunghi.

Se l’auto è rimasta ferma con poco carburante
Niente panico. La benzina moderna contiene spesso etanolo, che ha una certa capacità di contrastare l’acqua. Tuttavia, se l’auto è rimasta ferma a lungo con temperature oscillanti, può essere utile aggiungere un additivo specifico contro l’umidità nel carburante.
Si tratta di prodotti economici e facili da reperire nei negozi di ricambi auto, che aiutano a disperdere l’acqua presente nel serbatoio. L’importante è usarli prima del pieno, così da favorire la miscelazione.

E occhio anche alla batteria dell’auto
Il freddo è uno dei peggiori nemici della batteria. Se l’auto è rimasta ferma per settimane a temperature sotto zero e la batteria ha già qualche anno, la capacità di avviamento può ridursi drasticamente.
In questi casi, invece di insistere con avviamenti forzati, può essere più efficace ricaricare la batteria con un caricatore lento prima di provare a partire.
In alternativa si può usare un booster (batteria tampone), avendo l'accortezza di guidare almeno 20 minuti una volta avviata l'auto: l’alternatore potrà ricaricare la batteria e l’olio motore raggiungerà la temperatura ideale, riducendo anche la formazione di umidità interna.



