Alla fine degli anni '90 Mitsubishi decise di sperimentare con un modello decisamente diverso rispetto alla propria produzione abituale.
Un progetto fuori dagli schemi
Nacque così la Flying Pug, realizzata sulla base della Pajero Jr., che in Italia aveva una controparte nella Pajero Pinin. L'obiettivo dichiarato era raggiungere quota 1.000 esemplari, ma il mercato rispose in modo molto diverso: le unità effettivamente vendute furono soltanto 139.

Ispirazione britannica e stile inconfondibile
La particolarità del modello era soprattutto estetica. Il veicolo doveva sembrare nato da un progetto inglese degli anni '50 o '60 come fonte d'ispirazione stilistica, richiamando le linee dei classici taxi di Londra più che quelle di un SUV giapponese. Nel tempo i cosiddetti ''Pinguini Volanti'' sono diventati estremamente rari e uno degli esemplari superstiti sarà proposto negli Stati Uniti dalla Mecum Auction (qui il link all’asta). L'auto protagonista della vendita ha percorso 131.241 km e conserva un aspetto sostanzialmente originale, caratterizzato da un'abbondanza di cromature esterne, oltre a cerchi argentati e pneumatici a fascia bianca.

Meccanica nota, carrozzeria insolita
Sotto la carrozzeria dal gusto vintage rimane la collaudata componentistica del modello di derivazione. La Flying Pug adotta infatti il quattro cilindri 1,1 litri da 79 CV e 98 Nm di coppia, abbinato alla trazione integrale inseribile con modalità 4H e 4L, oltre alla possibilità di viaggiare con la sola trazione posteriore.
Più che per le prestazioni, questo particolare modello è ricordato per il suo design fuori dagli schemi, che lo ha reso uno dei veicoli più insoliti mai prodotti dalla casa giapponese e oggi un'interessante curiosità per gli appassionati di auto rare. Voi fareste un'offerta per questa originale automobile? Diteci la vostra.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.








