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Le maniglie elettroniche a scomparsa e i pulsanti di apertura elettrici stanno prendendo il sopravvento sulle classiche leve meccaniche: soprattutto sulle auto elettriche, grazie al fatto che migliorano l'aerodinamica e ottimizzano l'autonomia.
Ma cosa succede se la batteria si scarica o si verifica un incidente? Sapere dove si trova lo sblocco manuale di emergenza prima di trovarsi in una situazione di panico è fondamentale per non rimanere bloccati all'interno dell'abitacolo. A dimostrarlo, numerosi sinistri con esito fatale, causati proprio dall'incapacità degli occupanti di uscire dall'auto.
Dove si nascondono le leve meccaniche: i casi più diffusi
Vista la gravità del rischio, i costruttori sono obbligati a prevedere un sistema di apertura meccanico di riserva, ma la sua posizione varia moltissimo da un modello all'altro e spesso non è per niente intuitiva.
Tesla Model 3 e Model Y: per chi siede davanti c’è una leva fisica posizionata proprio sopra i pulsanti degli alzacristalli. Sui sedili posteriori, la procedura è più macchinosa: su diversi esemplari occorre rimuovere il tappetino sul fondo del tascone della portiera e tirare un cavetto nascosto sotto uno sportellino.
Kia EV3 ha uno dei sistemi più furbi: basta tirare normalmente la maniglia interna della portiera anteriore. Per le porte posteriori, se bloccate o in caso di emergenza, tirare la maniglia due volte (qui la prova su strada). Anche Subaru Uncharted utilizza un sistema simile.
BMW (iX, i4 e Serie 7): la leva meccanica d'emergenza è collocata in basso, integrata nella parte anteriore del tascone portaoggetti sul pannello porta.
Ford Mustang Mach-E: la maniglia interna lavora normalmente via software, ma tirandola a fondo oltre il punto di resistenza si aziona direttamente il tirante meccanico.
Chevrolet Corvette C8: il comando manuale è montato direttamente sul pavimento, nell'intercapedine tra il sedile e il battitacco.
Consultare il manuale d'uso della vettura è l'unico modo per individuare subito questi comandi, spesso contrassegnati da un'icona stilizzata dell'auto con la portiera aperta. Il guidatore dovrebbe sempre essere perfettamente al corrente della procedura e spiegarla a ciascun passeggero quando sale a bordo: un po' come fanno le hostess sugli aerei prima di ogni volo!

Rompere il vetro? Non è così semplice come nei film
Se la portiera non si apre e valuti di sfondare il finestrino, sappi che la realtà è ben diversa dalle scene d'azione hollywoodiane. Molte auto moderne adottano vetri laminati anche sui finestrini laterali, per migliorare l'isolamento acustico e la resistenza ai tentativi di furto: un cristallo di questo tipo non va in frantumi, ma si incrina restando compatto.
I vetri temperati, al contrario, si rompono in piccoli frammenti: innocui se colpiti con un punto di pressione concentrato, ma richiedono comunque un martelletto rompivetro d'emergenza dotato di punzone in tungsteno o altro dispositivo analogo. Per capire quale cristallo monta la tua auto, ti basta controllare le diciture serigrafate nell'angolo in basso del finestrino.

Normative e polemiche: il nodo della sicurezza
La diffusione capillare dei comandi elettrici ha scatenato una dura reazione da parte di utenti e associazioni per la sicurezza. Negli Stati Uniti, Consumer Reports ha promosso una petizione sottoscritta da decine di migliaia di automobilisti per chiedere standard più severi sui comandi di apertura.
La preoccupazione principale riguarda l'accessibilità da parte dei soccorritori dall'esterno in caso di blackout dell'impianto elettrico dopo un impatto. La Cina ha introdotto regole più rigide sulle omologazioni delle maniglie a scomparsa prive di uno sgancio meccanico diretto, mentre negli USA l'ente per la sicurezza stradale NHTSA e proposte di legge come il SAFE Exit Actstanno valutando requisiti minimi per rendere gli sblocchi d'emergenza visibili e immediati.
Nel frattempo - e scusa se mi ripeto - prima di metterti in viaggio, dedica cinque minuti a cercare la leva meccanica sulla tua auto e mostrala anche ai tuoi passeggeri: è una piccola abitudine che ti evita brutte sorprese quando il software decide di non collaborare.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



