Cosa fare se le batterie delle auto elettriche prendono fuoco? Come garantire la sicurezza degli occupanti e degli altri utenti della strada? In Cina hanno preso sul serio l’argomento (senza dare credito al sistema della batterie eiettabile) introducendo uno dei requisiti di sicurezza più severi al mondo per le auto elettriche. Dal 1° luglio 2026, infatti, entreranno in vigore i nuovi standard nazionali GB18384-2025 e GB38031-2025, che ridefiniscono i criteri di sicurezza per i veicoli a batteria di nuova immatricolazione. Per i modelli già in produzione, invece, è previsto un periodo di transizione fino al 1° luglio 2027.
La novità più interessante è proprio quella che riguarda le batterie. Se in passato la normativa prevedeva l'obbligo di avvisare il conducente almeno cinque minuti prima di un possibile incendio o di un'esplosione, il nuovo standard impone che, in caso di fuga termica innescata in una singola cella, la batteria non debba produrre fiamme né esplosioni per almeno 120 minuti, mantenendo la temperatura sotto i 60°C in tutti i punti monitorati durante quel periodo di tempo. Resta comunque obbligatorio un sistema di allerta preventiva, che si aggiunge a requisiti tecnici più stringenti destinati a ridurre ulteriormente i rischi.
Cosa prevedono i due nuovi standard
Lo standard introduce un meccanismo fisico di spegnimento a comando unico, che scollega il circuito ad alta tensione dal sistema di accumulo con un solo gesto, senza dipendere da un software. È pensato per agevolare i soccorsi così che chi interviene su un veicolo incidentato deve poter isolare l'impianto elettrico anche se l'elettronica di bordo è danneggiata o non risponde.
Per quel che riguarda le batterie lo standard richiede anche che il fumo eventualmente prodotto non danneggi gli occupanti. Viene quindi aggiunto un nuovo crash test sul sottoscocca, per valutare la resistenza della batteria agli urti dal basso e una prova di durata dopo 300 cicli di ricarica rapida, al termine della quale la batteria deve restare esente da incendi o esplosioni anche sottoposta a corto circuito esterno.
Wu Kai, accademico della Chinese Academy of Engineering e capo scienziato di CATL, ha dichiarato al Forum Equipment Power 2026 che, una volta applicati a pieno questi standard, il tasso di autocombustione delle auto elettriche cinesi scenderà di un ordine di grandezza sotto quello delle auto a combustione interna. Al netto della bontà di queste affermazioni, si tratta comunque di dichiarazioni prive di dati che ne confermino la veridicità.
Secondo gli esperti citati dalla stampa cinese, la norma dovrebbe accelerare la selezione tra i produttori, penalizzando chi compete solo sul prezzo a scapito della qualità, e fornire parametri più chiari per la valutazione delle auto elettriche usate, oggi spesso gravate da premi assicurativi elevati proprio per l'incertezza sullo stato delle batterie.
FONTE: CarNewsChina
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



