Pubblicato il 08/06/20

Stratos Zero, il mito

Lancia Stratos è un vero e proprio mito su quattro ruote. Prima della Stratos HF (1971), e dell'edizione definitiva del 1973, tutto ebbe inizio nel 1970 con Stratos Zero, dream car esposta per la prima volta dalla carrozzeria Bertone al Salone dell'automobile di Torino, un prototipo di sportiva a motore centrale. Il design era a cura di Marcello Gandini e si trattava di una vera e propria auto futuristica, da film, molto diversa da quella che sarebbe poi diventata una leggenda del rally. Oggi di proprietà del collezionista americano Phillip Sarofim (noto anche per essere stato il compagno della cantante Avril Lavigne), è caratterizzata dal motore V4 di una Lancia Fulvia Coupé recuperato da un demolitore: le sue forme spigolose e il tettuccio inclinato la rendono tuttora un capolavoro avveniristico.

Lancia Stratos Zero by Matteo Gentile

L'OMAGGIO Cinquant'anni dopo, la ritroviamo in un rendering (che è anche una sorta di omaggio) che presenta la rivisitazione di questo mito da un punto di vista estetico sin nei dettagli più particolari, e in varie colorazioni. Nell'elaborazione resa nota al pubblico possiamo notare ruote a nido d'ape marchiate Lancia con blocchi centrali con freni Brembo in carbonio-ceramica, e gomme Michelin. Diffusore aerodinamico in fibra di carbonio e prese d'aria superiori e posteriori ne completano le linee aggressive ma eleganti.

I DETTAGLI Trattandosi di un rendering ovviamente non è stato necessario pensare troppo anche agli aspetti tecnici, ma possiamo immaginare anche quale motorizzazione potrebbe montare questa super car. Rimanendo in Italia, e ripensando agli storici rapporti tra Lancia e Ferrari, possiamo pensare per esempio a un V8 biturbo come il 3,9 litri della Roma o il 4,0 litri ibrido plug-in della SF90 Stradale. Ora non resta che aspettare, con l'acquolina in bocca, che qualcuno voglia dare forma reale a questo progetto pensato per il momento soltanto su un monitor...


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