Autore:
Matteo Gallucci

SOGNO (IM)POSSIBILE Per scoprire quale sarà effettivamente il futuro di Lancia non ci resta che aspettare il prossimo 1° giugno, quando Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA, renderà pubblico il piano del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Fatto sta che di idee e progetti concreti e realizzabili per il rilancio del brand negli ultimi anni ce ne sono stati molti: in particolare per rinverdire il mito della Lancia Stratos. Una proposta non più nuovissima, ma che in queste ultime ore è tornata in auge è quella del designer italiano Hansen ART che ha disegnato il rendering di una nuova e credibile Lancia Stratos partendo dalla meccanica dall’Alfa Romeo 4C.

UN RENDERING PER UNA NUOVA ICONA Soltanto la livrea tricolore Alitalia utilizzata dal designer milanese mette i brividi e fa battere i cuori agli appassionati. Anche a livello tecnico le vetture avrebbero molto in comune: 2 posti secchi, trazione posteriore, peso rigorosamente inferiore ai 1000 kg e il motore 1742 cc realizzato interamente in alluminio. I 240 cavalli del propulsore Alfa Romeo (stessa potenza erogata dal 2.4 V6 della Lanca Stratos del '73) salirebbero a circa 330 grazie a una sovralimentazione più spinta: ripercorrendo la storia della Lancia Stratos del 1978 che, a fine carriera, raggiunse una potenza analoga grazie all'ausilio del turbocompressore.

LA NEW STRATOS NON HA CONVINTO Già, perché la nuova Stratos presentata ufficialmente durante il Salone di Ginevra 2018 con disegno di Michael Stoschek, telaio e motore della Ferrari F430 con 8 cilindri (profondamente rivisti) e carrozzeria in carbonio realizzata dalla Manifattura Automobili Torino sembrava avere davvero ottime premesse per rinverdire il mito dei rally anni '70 in chiave moderna. Sembrava, perché il suo design non ha convinto tutti pienamente, tanto da aver subito guadagnato l’appellativo di “brutto anatroccolo” tra gli appassionati del modello originale. In più il prezzo “salato” di circa 550.000 euro e l’esigua produzione a 25 esemplari hanno reso la nuova Stratos più simile ad una one-off per pochi collezionisti.

LANCIA SPEZZATA Fa davvero male al cuore vedere un marchio come Lancia così legato a doppio filo con il mondo dei rally, e quindi capace di parlare direttamente alla pancia degli appassionati sportivi di tutto il mondo, ridotto a vendere un unico modello: l’utilitaria Lancia Y, per il solo mercato italiano. Non solo da sportivo ma ancor più da italiano. Un brand tanto glorioso potrebbe rinascere grazie a nomi forti, proposti in chiave moderna, come una nuova Delta 2018 o nuova Stratos 2018? Certo l’eredità che Lancia ha lasciato alla storia dell’automobile

DA STORIA A LEGGENDA Nella sua lunga storia Lancia ha infatti prodotto diversi modelli iconici e vincenti. La prima Lancia di serie specificamente progettata per i rally fu proprio la Lancia Stratos HF (High Fidelity), disegnata dalle sapienti mani di Marcello Gandini, padre anche della Lamborghini Countach e della FIAT X1/9. Un prodigio della tecnica, la Stratos, grazie al telaio monoscocca centrale in acciaio con motore e trasmissione della Ferrari Dino 246. L’auto da battere che è diventata per tre anni consecutivi Campione del Mondo Rally dal 1974 al ’76 entrando, a pieno merito, nella leggenda. E le leggende, quelle vere, non muoiono mai.


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