Al Goodwood Festival of Speed ha fatto il suo debutto dinamico anche la nuova Lexus LFA. Il prototipo visto a Goodwood segna un passo avanti netto rispetto alla concept mostrata a dicembre. Non più un semplice esercizio di stile statico, ma un'anteprima dinamica vera e propria, molto più vicina alla forma di produzione. Restano fermi i tratti che avevano già spiazzato gli appassionati alla prima apparizione (l'assenza del V10, la vocazione 100% elettrica) ma questa volta arrivano anche dettagli concreti che raccontano molto di più questo modello: l'architettura condivisa con la Toyota GR GT, la possibile adozione di batterie allo stato solido e le prime dichiarazioni dirette dei responsabili del programma sulla filosofia di guida che Lexus intende costruire attorno alla LFA. Il prototipo della LFA, infatti, è il gemello a batteria della Toyota GR GT presentata a dicembre. Le due auto condivido la stessa architettura leggera in alluminio e la stessa ambizione di vertice nella gamma sportiva del gruppo giapponese, ma sono diversissime nella filosofia di fondo. Dove la GR GT insegue ancora il rombo di un V8 biturbo, la LFA elettrica sceglie di non imitarlo con un suono artificiale.
Il design del prototipo, secondo il responsabile Shogo Kasamatsu, è volutamente meno aggressivo e meno ispirato alle corse rispetto al fratello termico. Kasamatsu lo definisce un omaggio alla LFA originale, descritta come «un design molto umile, molto artistico e basato sulla sua vera funzione». La linea, ha aggiunto, doveva «esprimere il messaggio, più che il linguaggio stilistico complessivo» del marchio, tanto da svincolarsi consapevolmente dai codici estetici della gamma Lexus attuale.
Una supercar «quasi finita»

Kasamatsu ha definito il design del prototipo «quasi» rappresentativo dell'auto di serie, a sua volta «quasi finita» in vista di un lancio previsto per il prossimo anno. Sui dettagli tecnici Lexus mantiene il riserbo non svelando nessuna cifra su potenza, peso o autonomia. Secondo le indiscrezioni, la LFA sarebbe la prima Lexus di serie a montare batterie allo stato solido, una tecnologia ancora in fase di sviluppo su gran parte del mercato ma che promette densità energetiche nettamente superiori alle attuali celle a elettrolita liquido.

Il vero nodo del progetto, però, non è tecnico ma percettivo. Yukihiro Yukita, general manager del programma LFA, ammette che il principale ostacolo resta la scarsa domanda per supercar elettriche di fascia alta. Una barriera che Lexus vuole abbattere proprio con questo modello, puntando a diventare, nelle parole di Yukita, un «leader» nel convincere i clienti delle supercar a passare dal motore termico alla batteria. Il paradosso è che la strada scelta per farlo è rifiutare il sound artificiale che imita un motore endotermico. «Quello che percepisco dal mercato è che una BEV è finta», ha dichiarato Yukita, «perché imitiamo il suono di un endotermico, e non è qualcosa che vogliamo fare». L'obiettivo dichiarato non è replicare un rombo né simulare una frizione, ma far sì che chi guida la LFA «senta di guidare con un motore», pur non essendocene uno.
FONTE: Autocar
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




