A Oxford non hanno intenzione di stare a guardare e, sotto la guida del nuovo capo del design Holger Hampf (arrivato da BMW Designworks lo scorso ottobre), i lavori per i prossimi restyling delle Mini sono già ''quasi finiti''. Non si tratta solo di rinfrescare qualche dettaglio, ma di segnare l'inizio di una nuova era stilistica per il marchio.
Quando arrivano e cosa cambia
Considerando che Cooper e Countryman sono nate nel 2023, il loro primo vero aggiornamento — che in BMW chiamano LCI (Life Cycle Impulse) — dovrebbe bussare alla porta verso la fine del prossimo anno. Per la Aceman, invece, se ne riparlerà nel 2028.
Hampf è stato chiaro: il suo tocco si vedrà proprio in questi facelift. L'obiettivo è ascoltare i feedback dei clienti di questa generazione per correggere il tiro dove serve.
Non aspettarti rivoluzioni totali, ma un'evoluzione che punterà molto sulla personalizzazione e sullo storytelling. In Mini hanno capito che non serve sempre un'auto nuova per fare notizia: bastano le collaborazioni giuste, come quelle recenti con Paul Smith o Deus Ex Machina, per tenere alto l'interesse senza stravolgere i listini.
Una Mini per chi ama il fango?
C'è poi una suggestione che circola con insistenza: una Mini pensata per l'off-road. Hampf ha lasciato intendere che una variante dedicata all'outdoor è in cantiere.
Sulla carta, la candidata ideale è la Countryman: è l'unica ad avere la trazione integrale e l'altezza giusta per non spaventarsi davanti a un sentiero.
Non sarà però un fuoristrada duro e puro, si dice, ma una versione ''lifestyle'' capace di portarti fuori dall'asfalto con un briciolo di carattere in più.

JCW: ancora più cattive (ma non estreme)
Capitolo John Cooper Works. Se sei tra quelli che cercano il pepe nella guida, le notizie sono buone. Il sub-brand sportivo di Mini sta vivendo un momento d'oro in termini di vendite e l'idea è di distanziarlo ancora di più dai modelli standard.
Hampf ha ammesso che c'è spazio per spingere verso l'alto, un po' come accade tra le BMW M e le versioni Competition. Attenzione, però: non aspettarti una nuova GP estrema da pista.
L'orientamento sembra di dar vita a qualcosa che ricordi gli esperimenti fatti con Deus: gomme più grandi, spoiler più evidenti e un'estetica che non passi inosservata. Insomma, più carattere visivo e tecnico, ma senza sacrificare del tutto la fruibilità quotidiana.
Per le Mini di nuova generazione completamente inedite, invece, la strada è ancora lunga: se ne riparlerà solo nei primi anni del 2030. Nel frattempo, godiamoci questi ''impulsi'' di metà carriera.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.






