Il mondo delle simulazioni virtuali ci ha abituato ai palcoscenici più bizzarri, ma ogni tanto spunta un esperimento che, dati alla mano, merita un briciolo di attenzione in più.
Se ti sei mai chiesto cosa succederebbe incrociando i destini di una tranquilla vettura da famiglia e di una monoposto della massima categoria, la risposta arriva da un video del canale specializzato The Wind Tunnel.
I ragazzi del canale, molto attenti all'accuratezza scientifica dei loro modelli virtuali basati su telemetrie reali, hanno ipotizzato uno scambio di motori completo tra una Toyota Prius del 2009 e la McLaren MCL40 da Formula 1, facendole poi girare sul circuito del Fuji Speedway.
I risultati numerici e dinamici che emergono da questo esperimento al computer dicono molto di come la fisica gestisce il rapporto tra peso, potenza e aerodinamica.

La scheda tecnica: l'assurdo specchio dei numeri
Per capire il verdetto della pista bisogna prima guardare la scheda tecnica ravvicinata dei due mostri di Frankenstein meccanici.
Da una parte abbiamo la McLaren MCL40 spinta dal powertrain della Prius:
Motore: 4 cilindri in linea da 1,8 litri
Potenza: 130 CV
Peso: 768 kg
Trazione: Posteriore (RWD)
Velocità massima: 190 km/h
Dall'altra, la Toyota Prius con il cuore della monoposto di Woking:
Motore: V6 da 1,6 litri turbo-ibrido
Potenza: 1.030 CV
Peso: 1.310 kg
Trazione: Anteriore (FWD)
Velocità massima: 370 km/h
L'aspetto più critico del setup della Prius è senza dubbio la scelta di mantenere la trazione anteriore. Gestire più di mille cavalli scaricati esclusivamente sulle ruote davanti, con la tendenza fisica dell'avantreno ad alleggerirsi in accelerazione, è una scommessa ingegneristica quasi impossibile nella realtà.
Dall'altra parte, la McLaren si ritrova con una ciclistica sopraffina e un carico aerodinamico immenso, ma con la cavalleria di un'utilitaria moderna.
Il verdetto della pista a Fuji
Il circuito del Fuji è famoso per uno dei rettilinei più lunghi del panorama internazionale: quasi un chilometro e mezzo di asfalto piatto dove la potenza pura conta più di ogni altra cosa. Ed è esattamente qui che si è deciso il confronto.
Contro una parte dei pronostici che avrebbero voluto la McLaren dominante nel misto guidato grazie al peso piuma, a vincere la sfida è stata la Toyota Prius. La berlina giapponese ha stampato un tempo teorico di qualifica di 1:54.13, staccando la McLaren MCL40 di 2,36 secondi, che ha chiuso il suo giro migliore in 1:56.77.
L'analisi della simulazione evidenzia una dinamica prevedibile ma netta. Nei tratti guidati e nelle curve veloci, la Prius soffre di un pattinamento mostruoso e di un sottosterzo cronico dovuto ai 1.030 CV scaricati davanti. La McLaren, al contrario, viaggia sui binari ma si pianta letteralmente non appena la pista si raddrizza.
Sul lunghissimo rettilineo del Fuji, la Prius riesce a sfruttare la velocità di punta impressionante di 370 km/h, demolendo la resistenza aerodinamica della carrozzeria di serie e accumulando un vantaggio tale da compensare tutto il tempo perso a centro curva.
La dimostrazione virtuale sembra abbastanza rigorosa, anche se rimangono dubbi sul set up delle due vetture: sarà stato ottimale? E quel contatto tra le due auto? Quello che però appare più convincente è il fatto che su una pista più tortuosa la F1 avrebbe probabilmente avuto la meglio. Sempre che le performance concesse dal motore Prius le permettano di mantenere le gomme in temperatura. Non lo darei per scontato.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



