Esistono idee brillanti, idee bizzarre, e poi c'è questa: comprare su AliExpress un motore Diesel V-twin da 1.300 cc - lo stesso tipo di propulsore che trovereste su un piccolo trattore o, in un universo parallelo, su una barca da diporto cinese - e avvitarlo su un go-kart. Un go-kart che prima montava un motore da 98 cc.
Hai letto bene: il nuovo motore è tredici volte più grande. Hanno essenzialmente messo un frigorifero al posto di una lattina di Red Bull.
I responsabili di questo crimine contro la fisica e il buon senso sono i ragazzi di CarsandCameras, canale YouTube americano che evidentemente ha esaurito le idee normali e ha deciso di esplorare il territorio dove l'ingegneria finisce e la follia comincia.
Il motore in questione si chiama 2V98FDE, pesa 244 libbre a secco - quasi 111 kg, quasi quanto un pilota e mezzo - e, una volta riempito di fluidi e agganciato al cambio CVT del kart, arriva tranquillo a 136 kg da solo. Per capirci: un go-kart completo di pilota, di solito, pesa meno.
Il tutto è arrivato da AliExpress per la bellezza di 1.999,73 dollari, in una cassa di cartone con i lati forati e il motore non imbullonato. Un dettaglio.
Il kart originale, però, non era strutturato per ospitare qualcosa del genere: l'assale posteriore è stato perciò arretrato di quindici centimetri, il motore ora siede su un telaio ausiliario in acciaio rinforzato con angolari e, una volta montato in posizione, il blocco motore arriva all'altezza della testa del pilota seduto. Non è un go-kart con un grosso motore: è un motore con un piccolo go-kart attaccato sotto.
Il risultato? 26,8 CV e - soprattutto - la coppia dieselistica tipica dei motori a iniezione indiretta: una spinta lenta, inesorabile, da locomotiva. Non si va forte in senso assoluto (regime massimo 3.600 giri/min), ma si fa girare la ruota posteriore essenzialmente ogni volta che si vuole.
CarsandCameras ipotizza che questo motore potrebbe persino muovere un'auto vera. In modalità hypermiling, sia chiaro: non aspettatarti una ''Nürburgring lap time''. Ma la vera domanda che rimane nell'aria, insieme al fumo scuro del gasolio, è un'altra: perché?
La risposta è ovvia: perché sì.
Fonte: Autoevolution






