Va un po' per le lunghe, il progetto P900, l'hypercar definitiva De Tomaso, e a dare un occhio alla gallery fotografica appena condivisa sui social, in fondo capisci il perché.
A un paio d'anni di distanza dalle prime immagini, la Casa emiliana sviluppa un altro rullino hardcore che ha per soggetto il cuore nero e contorto della P900, e signori… questo non è un motore. È un’entità aliena fatta di acciaio che ha deciso di vivere dentro un’auto da 3 milioni di euro o quasi.
Non sono le budella di un extraterrestre, è lo sfogo di un V12 aspirato da 6,2 litri che urla fino a 12.300 giri e sputa fuori 900 cavalli bruciando esclusivamente carburante sintetico carbon neutral.
Quattro anni di gestazione (il doppio del previsto, eh). Sì, ma il risultato é:
- un collettore di scarico 12-in-1 che sembra il sistema di propulsione di un caccia interstellare andato in paranoia;
- un’uscita cilindrica gigante che fa sembrare il vostro Akrapovič un diffusore da scooter;
- un aspetto complessivo che pare disegnato da H.R. Giger dopo una nottata pesante a guardare Alien e ascoltare death metal.

Versione più estrema di De Tomaso P72, De Tomaso P900 si moltiplicherà in solo 18 esemplari al mondo, track-only.
Peso a secco sotto i 900 kg (1:1 power-to-weight, matematica da brividi), è rear-wheel-drive puro, zero ibrido, zero turbo, zero compromessi da salotto.
Carbonio ovunque, aerodinamica attiva, abitacolo da cockpit di X-Wing, e un sound che – parole loro – “vi fa saltare il cuore dal petto”.

Il predecessore Judd V10 era un ripiego temporaneo, questo mostro tedesco sviluppato con Capricorn è il vero ritorno al futuro old-school di De Tomaso: niente elettroni a rovinare la festa, solo giri, rumore e isteria meccanica.
Perché sì, nel 2026 c’è ancora chi ha il coraggio di fare un V12 che sembra uscito da un incubo lovecraftiano e lo mette in un’auto che costa quanto un attico a Dubai… solo per farvi godere in pista fino a quando non vi tremano le gambe.
Coming soon, sta scritto sul sito web ufficiale. Dai, sbrigati.








